Poi l’inaudita pena ebbe il suo termine.
Più tardi, nella corsìa dell’ospedale, quando riaprì gli occhi e riebbe coscienza, a coloro che gli eran dintorno, non chiese che una sola cosa e quando seppe che Furio Valerio viveva e che non sarebbe morto, una gran pace discese in lui e null’altro udì di ciò che gli dissero. Ma dal fondo rasserenato del suo cielo, ancora gli apparve una dolente creatura abbrunata, una vecchia mamma, sola fra le sue tristi figliuole, e udì la voce più grande e più bella di quant’altre sieno nel mondo, l’udì in tutto l’essere suo dilagare, ingrandirsi nella soave benedizione che già l’aveva ridesto:
— Iddio ti benedica, figliuolo!...
Poi gli parve che una dolce mano gli chiudesse gli occhi, gli assopisse la sofferenza e discese nell’ombra della sua pace.
Fu quando ritornò verso la vita con le sue forze gagliarde ch’egli pensò di poter scrivere a Rinotta. Aveva poche cose da dirle ma chiare, precise e tali ch’ella avrebbe capito anche oltre le parole di lui. E una sera si pose all’opera faticosa, imbastì a gran pena la lettera.
Non parlò, alla lontana, dell’avventura di lui, ma le disse che forse avrebbe meritato da lei una parola meno cattiva di quella ch’egli aveva sempre in mente e le disse che sperava rivederla, un giorno, e che le voleva bene anche più di prima. Poi, dopo i saluti, aggiunse una postilla nella quale pregava il Vecchio di perdonarlo perchè credeva di non aver disonorato la casata, e firmò.
Da quel giorno fu più contento. Ma non mutò contegno.
Furio Valerio aveva raccontato l’atto di abnegazione del soldato taciturno e l’avventura si era diffusa, era corsa pei giornali ampliandosi, aveva celebrato il nome di Giorgio degli Antoni in tutta Italia. Non passava giorno che qualcuno non giungesse fino a lui per udire dalla sua voce il racconto dell’impresa. Ombra non ricordava più nulla nè sapeva spiegarsi la ragione di tanto tumulto per ciò che aveva compiuto. Solo una volta si commosse quando gli giunse la lettera della madre di Furio Valerio e dentro c’eran dei fiori. Si appartò perchè non voleva che altri vedesse il suo pianto. Forse solo la dolce creatura lontana sapeva dire con tanta semplicità le cose soavi ch’egli non aveva udite mai e per quelle cose sarebbe andato incontro a tutte le pene, con tranquillità. Pose la lettera nel suo vecchio portafoglio. Fu la sola che serbò.