Zorno me par che sia.„

È il popolo che parla in un remoto canto freschissimo. Così: le campane del mattino han suonato pei cieli appena chiari. Il giorno è sorto. E, col dischiudersi delle prime finestre, abbiamo udito le voci delle creature che ci sono vicine e lontane perchè trascorrono la vita umilmente, chiuse su poco spazio.

“Sa’ tu qual donna è da gradire?

Quella che fila pensando del fuso,

Quella che fila iguali e senza groppi,

Quella che fila e non le cade il fuso....„

Francesco da Barberino, quanta dolcezza nella vostra allegoria! E ognuno di noi ha nella memoria, se non nella vita:

“Quella che fila iguali e senza groppi„.

Una bontà cristiana in un cuore di donna amata. Se un riposo c’è concesso, è verso tale creatura che l’anima nostra si inchina; se si cerca un rifugio, non vi è altra soglia più chiara al nostro sostare.

Donna e madonna dicevano i miei vecchi e la loro anima adunava le scarse parole gentili del dialetto disarmonico, per onorarla.