Quel giorno le tre nonne non avevano avuto querele.

Ricordavano altre partenze, altre ansie uguali.

Solo nonna Fortunata gli aveva detto:

— Bambino mio, non fare più di ciò che devi!

E nonna Pasquina, più sottovoce:

— Cerca d’esser tranquillo, figliolo! Non sprecare il tuo coraggio!

E nonna Concetta l’aveva tratto in disparte e aveva fatto cenno di volergli parlare da sola, all’orecchio, e quand’egli fu chino innanzi alla bocca di lei che tremava, ella, con un filo di voce, per non piangere, disse:

— Quando ritornerai ti darò quella medaglia d’oro.... sai?... quella di Calatafimi.... che non fu portata mai!...

Poi volse la faccia altrove e non rispose a ciò ch’egli disse. Troppo ricordava un’altra partenza. Ma quando il treno fu in moto rimasero ferme tutte tre sotto la tettoia ad agitar le mani fin che lo videro ed egli andò con quella gran luce nel cuore.

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