E le piantai uno sguardo negli occhi come una lancia. Ne rimase sorpresa, confusa e ferita, perchè il sangue le salì al volto e si fece tutta rossa. Non era avvezza a quelle occhiate, abbassò le pupille, tacque per qualche istante, poi riprese il discorso.

— Vi assicuro che noi passiamo delle serate deliziose, in eccellente compagnia....

— Del dottore, del farmacista e del parroco?

— No, abbiamo abolito il tarocco; e i vecchi amici, fedeli alle loro affezioni per le carte da gioco, seguirono i re, i fanti e i cavalli, e portarono altrove le loro tende. Adesso vengono a farci qualche visita di complimento, alla sfuggita e di giorno, lasciando libera la sera alla nuova compagnia.

— Ma che razza di compagnia avete trovato al villaggio?... Forse la rustica progenie dei montanari colle loro ubbie in testa e gli zoccoli ai piedi.

— V'ingannate. Godiamo d'una scelta società. Chiusi in salotto, con la stufa ben calda, una eccellente lucerna con un cappelletto che concentra la luce sul tavolo rotondo, noi evochiamo le ombre degli uomini illustri di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Essi compariscono e spariscono ai nostri ordini senza cerimonie. Ci raccontano i loro viaggi, la loro storia, i romanzi, le poesie, le memorie che destarono il più vivo interesse nei paesi più colti del mondo.... E le notti d'inverno ci sembrano brevi, perchè si va lontano da casa senza muoversi, e dalle steppe della Russia, dai pampas d'America, dai deserti africani si fa una scala e si trova il proprio letto.

— Benissimo!... ho pensato sovente alle delizie della lettura in comune, in condizioni gradevoli; ma anche questo diletto, come tanti altri, è rimasto per me un vano desiderio.... E che cosa leggete?

— Ve l'ho detto, ogni sorta di buoni libri... esclusi soltanto i noiosi!

— Come l'Ortolano dirozzato.

— Sicuro, perchè ci sono libri noiosi che possono tornar utili a chi li studia, ma non hanno diritto d'essere ammessi alle riunioni serali del circolo di famiglia. Essi devono limitarsi alla cattedra ed allo scrittoio dello studioso, ma per entrare in società bisogna deporre la toga dottorale, e vestire l'abito del gentiluomo, il quale si fa scrupolo d'annoiare gli amici, di far dormire le donne e i fanciulli