— Felice di che cosa?... — mi chiese con un'aria che mi fece rabbrividire, — e di quale favore mi ringraziate?

Mi sentii vacillare... mi pareva di guardare nel fondo d'un precipizio... mi sentivo attratto dal vuoto... i capelli mi si drizzavano sulla fronte... Credo che essa abbia avuto paura, perchè mi posò una mano sul ginocchio, chiedendomi con inquietudine:

— Che cosa avete?

— Mi sento morire!... — risposi.

— Mio Dio!... come passate rapidamente dalla felicità... alla morte! Su via... fatevi animo... qual è il motivo di tali eccessi?

— Voi... voi sola.

— Io?... Ma che cosa vi ho fatto io?

— M'avete detto: vi amo! e poi avete finto d'ignorarlo.

— Ma io non ho mai pronunciate quelle parole!

— È vero... non me lo avete detto colle parole, ma cogli occhi... quelle possono mentire, questi non mentono mai... io so leggere negli occhi meglio che nei libri... e con essi mi avete detto: vi amo!... Potete negarlo?...