— Ma che cosa puoi dire sul mio conto?

E qui saltava fuori la storia della mugnaia!...

— Ebbene, manda la bimba con chi vuoi, ma io non parto.

Allora nuove scene, perchè diceva che tradivo la mia debolezza, e non mi sentivo abbastanza forte per affrontare il pericolo!

— Ebbene... partirò!...

Allora le pareva sicuro che il mio soggiorno a Milano avrebbe servito a rannodare il passato al presente. Diceva che se la contessa ed io avevamo perduta l'ingenuità e la freschezza giovanile, avevamo d'altronde guadagnato in esperienza e coraggio, che la donna doveva aver deplorata la soverchia timidità della fanciulla, e che certamente aspettava la prima occasione favorevole per rifarsi. Infatti io potevo contare di sicuro per questa volta sul bacio della contessa Savina!

Io sentivo invece dentro di me il profondo convincimento che mia moglie aveva torto, che la mia coscienza era forte della sua onestà, e quindi quegl'ingiusti pronostici mi accendevano di sdegno; accusavo l'Agata di essere un'ingrata, visionaria, e taccagna!... ma invece di calmarla, l'esasperava... e si passavano notti d'inferno!...

E mentre forse molti bricconi dormivano in pace, noi, onesti entrambi, legati da un'affezione leale, sincera, scambievole, con una cara bambina che cementava la nostra unione, noi eravamo agitati da fiere burrasche, infelici senza giusto motivo e senza colpa! A furia di giuramenti sulla medaglia di mia madre, sulla vita della mia bambina, giunsi finalmente a moderare la sua fantasia, e ad assicurare alquanto il suo cuore. Vedendola, se non più ragionevole, almeno più rassegnata, aggiunsi tutti quegli argomenti che militavano in mio favore; e il più importante di tutti era questo: la contessa Savina aveva un marito, essa lo aveva seguito al domicilio coniugale, in conseguenza non dimorava più in casa Brisnago, ed io non sarei certo andato a cercarla davanti al palazzo di Montegaldo, che non sapevo nemmeno dove fosse. Di più non mi sarei fermato a Milano che il tempo necessario per completare il corredo della bambina in collegio: e sarei ritornato subito a casa, sperando di trovarla più ragionevole, altrimenti malgrado la mia sincera affezione, e tutta la sua, mi sarei gettato nel lago con una pietra al collo per finire una vita sciocca, insopportabile e immeritata. Ed essa di rimando con nuove spiegazioni, accompagnate da lagrime e singhiozzi, mi dichiarava il suo affetto profondo, del quale pretendeva che le sue inquietudini dovessero essere la prova più convincente.

— Grazie tante! — io rispondeva, — se queste scene sono prove d'amore, preferisco l'odio che mi assicura la pace.

Ed era davvero l'amore d'una moglie riamata che pesava sulle mie spalle, come peserebbe un carico di miele.