I primi giorni del ritorno al villaggio furono dunque piuttosto tristi che lieti; e forse, se alcuni anni dopo la morte ritornassimo al mondo, avremmo parimente più motivi di piangere che di rallegrarci, anche senza tener calcolo dell'accoglienza degli eredi!

Giuseppina ricevette le visite di tutti gli antichi amici, li accolse con affettuosa cortesia, ma dopo che erano partiti faceva le meraviglie trovandoli tanto invecchiati.

Il parroco avea i capelli bianchi, Tobia era calvo e stecchito, il farmacista aveva le rughe, il medico s'era fatto floscio e panciuto; la signora Pasquetta sola era ringiovanita, il bruno de' suoi capelli aveva acquistata una tinta così intensa, che in qualche sito si fondeva sulla pelle.

In complesso il villaggio non presentava a nostra figlia quelle attrattive che avremmo desiderato. Essa parlava continuamente delle belle cose di Milano, del buon gusto delle signore, del lusso delle carrozze, della vita che pullulava in tutti gli angoli della città.

Desideroso di ricondurla ai gusti materni, un giorno le presentai l'Ortolano dirozzato eccitandola alla lettura.

— Lo conosco, — mi disse guardandomi con malizia, — l'ho spolverato per tanti anni sul tuo scrittoio! — Poi si mise a scartabellarlo sbadatamente, e trovato il segnale alla pagina 10, me lo restituì con un sorriso, soggiungendo:

— Ti prego di non privartene; me lo darai quando avrai finito di leggerlo.

M'avvidi pur troppo che, per sua disgrazia, essa aveva molti gusti del babbo, e procurai con buoni consigli di persuaderla a moderare la fantasia per non esporsi ai disinganni, evitando, per quanto fosse possibile, di apprendere la vita dall'esperienza, e attenendosi agl'insegnamenti di chi ne aveva subìte le dure lezioni. Ma non c'era più verso di ridurla a crearsi delle abitudini semplici e confacenti alla nostra condizione. Essa tagliava, disfaceva e riformava ogni tratto i suoi abiti nuovi, per ridurli alla foggia del giorno; alzava od abbassava i capelli secondo le indicazioni dell'ultimo figurino. In breve tempo divenne il modello dei paesi vicini; le signore dei dintorni venivano a passeggiare nel nostro villaggio per vedere come era tagliato il suo abito, ed imitarla.

Essa consigliava le amiche e le vicine sul modo di vestirsi, e si udivano lunghe e gravi discussioni sopra la dimensione delle gonne, gli svolazzi, lo sparato delle maniche, le guarniture di frangie o di sghembi, e si questionava seriamente sul nodo vagabondo della cintura. La signora Pasquetta esprimeva il suo debole parere, mia figlia sorrideva sdegnosamente, presentava obiezioni irresistibili, e dichiarava con profondo convincimento che quella foggia era divenuta impossibile, che quel tale oggetto si doveva bandire.

— Ma perchè?... se è tanto bello!... se fa tanto effetto!