Corsi dall'Agata e le dissi:
— Giuseppina mi ha dichiarato a Milano che il primo suo amore sarà anche l'ultimo. Tu vedi che non somiglia a me solo, essa ha le cattive qualità del babbo, e le buone della mamma. Vuoi renderla felice e uscire da ogni incertezza?... Ebbene; tu sai che il segreto per sciogliere lodevolmente il nodo di tutti gli amori si trova nel matrimonio. Se concedi tua figlia in isposa al conte Saverio di Montegaldo, tutto è finito per il meglio, nel migliore dei modi.
— È una bella scoperta, ma come se ne può fare l'applicazione?
— Rispondendo favorevolmente alla domanda della contessa Savina... — e così dicendo le porsi la lettera.
Mia moglie la lesse rapidamente, e ne rimase sbalordita... La prima impressione fu buona, essa non pensò che a sua figlia... poco dopo, pensando al resto, esclamò:
— Povere madri!... a quanta abnegazione siete costrette talvolta, per assicurare la felicità dei vostri figli!...
Tacque qualche istante, indi soggiunse:
— Daniele, rendimi giustizia, confessa che i miei presentimenti avevano ragione... io sentiva che quella finestra doveva rapirmi qualche cosa!... è meglio però che prenda mia figlia, e mi lasci il marito!... Almeno le nostre questioni saranno finite!
Ci voleva proprio il giudice conciliatore per terminarle, — io osservai; — è un originale venuto al mondo a bella posta per accomodare le differenze fra mogli e mariti.
Chiamata la Giuseppina, le abbiamo subito comunicata la nuova. Ci parve lieta, ma non sorpresa.