E ritornato solo ripeteva fra me:
— Quattro sacchi di farina di debito, e non ho un soldo in saccoccia!... io mangio il pane a credito, molestato dal mugnaio... e chi sa quanto denaro si sarà sprecato nei fiori e nei bomboni... per celebrare le nozze... senza amore... della contessa Savina!...
Maledetti milioni!... sono la rovina del genere umano... la rovina di chi li ha... e di chi non li ha!...
E ripensavo al mugnaio che, gettandomi in faccia i suoi quattro sacchi di farina, mi faceva vedere più chiaramente la mia posizione!... Io era un uomo assurdo!... un uomo che nell'amore non vedeva che la donna, senza guardarsi in saccoccia!... un uomo che si permetteva un affetto... senza farina!... con una donna milionaria!... un cieco che aspirava alla luce... senza chiederne il prezzo alla direzione del gas!... Un aspirante a diventar milionario, senza saperlo... che adora un angelo, e si trova davanti una barricata di milioni!... — Miserabile!.. la società si burla di tali insanie, essa mi avrebbe chiamato ambizioso, avido, ingannatore, astuto... ed io non sono che un imbecille!... che credeva all'amore ideale, segreto, ignoto, misterioso, imprevidente, senza altre aspirazioni che d'uno sguardo... senza altro desiderio che d'un bacio... l'amore per l'amore... imbecille!...
Forse, nell'assurda ingenuità del mio spirito, avrei trovato naturale che una moglie milionaria pagasse un po' di farina al marito povero!... quale aberrazione! il superfluo che provvede il necessario!... La società condanna severamente tali aspirazioni!... Meno male ch'io non ci aveva pensato, e davanti la mia coscienza era innocente. Ma il mondo non lo avrebbe creduto. Il mondo avrebbe creduto il mio amore un pretesto, e vero scopo i milioni; e la società crede che lo sposo ricco domandi la mano della fanciulla pei suoi begli occhi? È tutto il contrario che è vero... ma andate mo' a dire alla gente che un povero diavolo può innamorarsi d'una ricca signora senza ambizione. Nessuno gli presterebbe fede. Così vuole il mondo che l'oro vada sopra l'oro, e i cenci e la miseria si mettano insieme. Questi sono i matrimoni bene assortiti. Il mio amore mi conduceva direttamente all'infamia!.. la società non mi avrebbe mai perdonato di diventar milionario senza averci pensato; mio zio mi aveva mostrato il precipizio, ma io camminava cogli sguardi rivolti al cielo, io non vedeva che in alto, la mia stella, e la terra col suo fango sfuggivano alla mia vista!
Quel mio primo amore, ingenuo, fervente, celeste, non è stato che un viaggio aereo. La punta d'uno spillo aveva forato il globo che mi trasportava in aria, il gas era uscito dal forellino, io era precipitato al suolo, restando morto sul colpo!.. morto!
— Meglio così! — esclamai, — tutto è perduto, meno l'onore.
Ma se l'anima è volata all'empireo, la materia rimane. Eccomi ancora al mondo senz'anima. Eccomi solo davanti la nuda realtà, solo!... in un mondo scellerato... in mezzo a quattro sacchi di farina da pagarsi... e colla borsa vuota. — Senz'anima e senza denaro!.. solo!.. quale parola spaventosa!...