Bitto, venendomi incontro con aria carezzevole, con mille affettuose dimostrazioni, guardandomi co' suoi grandi occhi pietosi, girandomi d'intorno, fregandosi alle mie gambe, e lambendomi le mani, pareva mi accusasse d'ingratitudine verso la sua razza, e mi dicesse: — Non diffidare della vita, gli uomini sono egoisti, le donne sono leggiere... ma i cani sono fedeli!...

Uscimmo insieme come due veri amici che non si abbandonano nel dolore, e intendono dividere le amarezze della vita. Vagando pel villaggio, io dissimulava agl'indifferenti la burrasca che mi agitava tutte le passioni dell'animo. Il mio cuore, ch'io credeva morto, non era che ferito mortalmente, e dava dei guizzi turbinosi, come una balena moribonda che si rotola nelle convulsioni, e intorbida la profondità dell'oceano, mentre la superficie ne rimane tranquilla. Guai però al bastimento che naviga in quei paraggi! mentre scorre a piene vele in un mare senz'onde e sotto un cielo sereno, la balena con uno slancio supremo s'innalza dal fondo e manda in aria la nave. Toccava al dottore il rappresentare la parte del bastimento. L'incontrai per via, che andava a fare le sue visite, colla sua aria soddisfatta di sè stesso e del mondo. Il suo miele mi fece sembrare più amaro il mio assenzio. Mi arrestò per raccontarmi i suoi trionfi. Il momento era cattivo, anzi pessimo.

— Sentite, — mi disse, — un bel caso d'alienazione mentale.

— Un bel caso!...

— Sì, un caso di pazzia furiosa... con assalti convulsi da rompere le corde più grosse, superando le forze riunite di quattro guardiani....

— Un bel caso!

— Bellissimo. Sangue, doccie e deprimenti... ho potuto domarlo... abbatterlo... risanarlo... non si muove più dal suo letto... è tranquillo come un fanciullo....

— Lo credo bene, se lo avete svenato!

— Non fa niente, il sangue ritorna... ma la pazzia è svanita. Figuratevi che il pover'uomo s'era fissato in mente d'essere un Dio!...

— E voi lo avete guarito! — io esclamai.