Io entrai, ordinai all'oste il vino migliore, e mi sedetti sorridendo tranquillamente, come un idiota che non capisce nulla di quanto gli succede dintorno.
— Via da bravo, non faccia il gnorri.... tutti abbiamo cara la nostra pelle....
— Ma di che cosa si tratta? — io chiesi.
— Ah! vuol fare proprio il misterioso! ma è troppo tardi, caro lei! tutto il villaggio sa che ella ha insultato il dottore.... poi è fuggito, per paura di un duello!...
E giù tutti d'accordo con una nuova risata.
Allora compresi finalmente l'enigma, balzai in piedi d'un tratto, diedi un pugno sul tavolo, e dissi, con volto risoluto:
— Se il dottore è offeso delle mie parole, sono pronto a dargli qualunque soddisfazione. Io non sono mai fuggito in veruna occasione, perchè non ho paura di nessuno, e ne sia prova che dichiaro vile chi sostiene il contrario, pronto subito a battermi con qualunque arma, fosse anche il coltello. Invito a levarsi in piedi chi non mi crede!...
Tutti rimasero seduti e in silenzio. Allora io narrai semplicemente la mia diatriba col medico, dissi che lo credevo abbastanza punito del suo fallo dalle mie parole, che ero andato a fare un'escursione sui monti, ignorando il resto; che se il dottore non era contento, io era disposto a fare a piacer suo quanto fosse possibile per soddisfarlo.
Allora pensando alle visite reiterate del farmacista, sospettai che avessero qualche rapporto col fatto, e pregai l'organista a seguirmi per avere le prove delle mie asserzioni.
Egli si rifiutava, ma io insistetti, e dopo d'aver bevuto un bicchiere di vino, ci recammo insieme alla farmacia. Il farmacista ci raccontò come era passata la storia. Dapprima il dottore credeva ch'io vaneggiassi, e supponendomi minacciato di congestione cerebrale mi propose un salasso; ma poi, ferito sul vivo dalle mie risposte impertinenti, se n'era offeso altamente, ed esitava sul partito da prendersi.... in questo punto la balena lo aveva colpito, e andò a naufragare in farmacia.