— È entrato barellando come un briaco!... — diceva il farmacista, — ed è caduto su questa sedia con tale precipitazione, che l'ho creduto colpito d'apoplessia. Gli portai subito dell'acqua fresca, volevo bagnargli la fronte, egli me lo impedì, e tutto ansante mi raccontò le vostre invettive.... a dire il vero un po' troppo vivaci!... Poi, — continuò il farmacista, — mi chiese consiglio sulla condotta da tenersi. Cercai di calmarlo, gli dissi che siete un giovane dabbene, alquanto strano di carattere, ma onesto nel fondo, ch'io non dubitavo punto che ogni cosa si sarebbe accomodata senza scandali nè rancori. Egli si mostrava inquieto, agitato e ripeteva:

— È un cervello balzano!... è stata una vera provocazione!... Chi sa! Avrà forse bisogno di fare una prodezza, e mi ha scelto come capro espiatorio....

Questa idea dì capro espiatorio mi ha fatto sorridere; il farmacista abbassò gli occhi, e continuò:

— Esso ha forse sete del mio sangue! — egli esclamava, — il duello è divenuta una mania del giorno, un atto indispensabile per la gioventù alla moda.... questi giovinotti milanesi se ne fanno una necessità, guai a colui che non ha da vantare una simile fanfaronata!... È certo ch'io diventerò il suo trofeo, la vittima della sua ambizione.... io sarò assassinato!!... — Aveva gli occhi stravolti, i lineamenti alterati, la faccia accesa e il sudore gli grondava dalla fronte a goccioloni.

Per tranquillarlo mi incaricai di mettermi di mezzo, e terminare ogni cosa senza lesione d'onore e senza disgrazie....

— Andate, andate, — egli mi diceva, — cercatelo in casa, procurate di raggiungerlo prima che nascano ciarle, pettegolezzi, complicazioni.... è un esaltato, procurate di abbonirlo.... chiedetegli una ritrattazione semplice.... dichiari ch'io non sono matto.... che non ha inteso di offendermi.... non domando altro che di salvare il decoro.... che mi rispetti, ecco tutto.... tutti abbiamo il diritto d'essere rispettati.... non gli domando altro.... andate.... andate subito.

Corsi a casa vostra, e la Rosa mi disse che siete rientrato per un solo momento, molto agitato, inquieto, annunziandole un viaggio repentino.... impreveduto.... e che vi siete posto a correre, senza nemmeno prendere un sacco da notte.... e non sapeva quando sareste di ritorno. Tornai più volte per vedere se foste rientrato; ma essa mi ripeteva le stesse cose, aggiungendo ogni volta qualche nuova espressione d'inquietudine, di dubbio, sulla vostra precipitosa partenza, senza indicare nè il tempo dell'assenza, nè il luogo.... infatti, a dire il vero, le parole della vostra fantesca indicavano piuttosto una fuga che un viaggio, ed io era costretto di riferire l'avvenuto.

Alla prima ricerca il dottore rimase inquieto e mi spinse a cercarvi con maggior attenzione; alla seconda, ed alla terza volta il suo ardire si andava rialzando, e quando gli comunicai i miei sospetti sulla vostra fuga, e le precise parole della fantesca, allora ricominciò ad alzare la testa, a parlarmi con gravità magistrale, aggiustandosi il solino, rilevandosi il ciuffo, mettendo i pollici nello sparato delle maniche del vestito, gettando indietro il soprabito, soffiando lentamente dalle labbra strette, e pensando fra sè stesso se poteva arrischiarsi a proclamare la sua indignazione. Finalmente, avvicinandomisi con aria misteriosa, ed urtandomi il petto col gomito, mi disse:

— È fuggito!... fuggito... che cosa ne pensate voi? — soggiunse.

— Veramente, — gli risposi, — tutto lascia supporre che sia fuggito!...