— Non me ne sono accorto, — risposi. — Sono siti che mi piacciono assai, ho percorso un cammino delizioso, per giungere in un eden... ove si vedono le più belle cose del mondo! — e così dicendo la guardavo con un sorriso significante... ma essa non intendeva nulla, e rimase indifferente, anzi sorpresa del mio entusiasmo, talchè mi rispose ridendo:
— Tutti i gusti son gusti... ma questi orridi siti piacciono a poca gente... nessun viandante s'arresta fra i nostri burroni... anche i pastori vi passano in fretta per condurre le pecore sulle cime. Sono boschi e montagne senza paesi... buoni solo pei mugnai, che hanno bisogno d'acqua per far girare il mulino.
— A me sembrano siti deliziosi... incantevoli... vi passerei volentieri la vita.... — e le lanciai una occhiata assassina... Ma che! fu come se avessi scagliato un uovo in una roccia!... quella donna era un macigno!... Essa alzò le spalle ridendo, e concluse:
— Se venisse qui al tempo della neve e del ghiaccio, scapperebbe via spaventato.
Non c'era verso di persuaderla; intanto il marmocchio avea vuotata la scodella della zuppa e piangeva. Zaccheo se lo prese in braccio, e cullandolo leggermente gli disse alcune parole senza significato, ma carezzevoli tanto che lo calmarono.
Allora la donna prese da uno scaffale un libraccio infarinato, un vero dizionario della crusca, perchè conteneva tutti i conti del mulino, ove si registravano i tesori della lingua: il pane e la polenta che alimentano la popolazione. Deposto il volume sul tavolo, si sedette gravemente, e sfogliandone le sacre pagine andò a cercare il mio nome fra i debitori morosi. Il marito si teneva in piedi dietro di lei col bimbo fra le braccia; io, sedutole vicino mentre essa calcolava il mio debito, contemplavo la fina lanugine che ombrava leggermente il suo labbro superiore, e pensavo che le avrei dato volentieri molto più di quanto mi domandava....
Contatole il denaro, se lo pose in tasca, intinse una penna di tacchino in un calamaio di legno, e con solenne gravità prese nota del pagamento.
Allora si parlò e si rise sopra varii argomenti. Io canzonavo Zaccheo sulle funzioni muliebri, egli accarezzava il bimbo, mi rispondeva che i giovinotti si burlano di ciò che non conoscono, che il cuore non ride mai... che nelle affezioni si confondono i sessi e le età, che il padre è come la madre, il nonno è come il nipote.
Mi disse che sua moglie era occupata negli affari, che fra l'uno e l'altro bisognava aiutare la barca. In tal modo presi conoscenza del loro sistema di famiglia, nel quale la donna primeggiava col pensiero e l'uomo con l'opera manuale; la prima ordinava, dirigeva, registrava le entrate e le spese, il secondo la serviva come un famiglio, andava a prendere il grano per le case dei villaggi vicini, lo gettava nella tramoggia, e ne riportava la farina. Infatti la moglie aveva la suprema direzione degli affari, il marito e l'asino facevano il resto.
Lo squallore del volto del mugnaio, aumentato dalla velatura di farina che avvolgeva tutta la sua persona, contrastava grandemente colla freschezza della moglie, la cui rara avvenenza era rilevata da una salute così vegeta che sforzava le cuciture.