— Nessuna sorpresa... — io risposi... — perchè vedo che mi siete venuti incontro.
— Sì... no... è vero... non è vero, — tutti volevano dissimulare la verità, ma colla franchezza della mia risposta io avevo gettato il disordine nel campo nemico.
— Infatti, — soggiunse il signor Nicola, — è lecito sapere che cosa vi attira da queste parti?...
— Perbacco, — io risposi, — vogliono che io faccia dei misteri?... vado a studiare una cascata....
— Ah!... ah!... ah!... benissimo... è ben trovata, — osservò il signor Nicola.
— Va a prendere delle doccie.... — proseguì il medico.
— Ha ragione, signor maestro, fin che è giovane si diverta, — continuò la signora Pasquetta, che si mostrava sempre indulgente pei peccatuzzi dell'umana fragilità.
— Eppure, — riprendeva il signor Nicola, — quella cattiva lingua di Tobia pretende che abbiate degli interessi al mulino.... e siate infarinato a dovere!...
— Ahimè, povero Zaccheo!... — replicava il dottore levandosi il cappello, e simulando colle dita sulla testa certi ornamenti animaleschi, che facevano arrossire la signora Pasquetta fino al bianco degli occhi.
Vedendo il dottore a fare quegli scherzi, non ho potuto trattenere le risa, e diedi in uno scroscio sgangherato accompagnato dai singulti del signor Nicola, che scoppiava nella pelle. La signora Giovanna rideva essa pure, ma il dottore rideva più di tutti.... Agata era andata avanti con Bitto, e gettava dei sassi, che egli correva a prendere, riportava e depositava a' suoi piedi, abbaiando con insistenza per ottenere che la ragazza li gettasse nuovamente.