Intanto noi si rideva allegramente vedendo il dottore contento come una pasqua dell'effetto irresistibile prodotto da' suoi scherzi; egli, incoraggiato dal buon successo, continuava a burlarsi di Zaccheo, malgrado le preghiere di desistere che gl'indirizzava la moglie, divenuta pavonazza dalla tortura.
Essendoci accorti che la signora soffriva davvero, abbiamo abbandonato il soggetto scabroso, cambiando discorso.
Era l'ora del tramonto, e volendo rientrare al villaggio prima di notte abbiamo abbandonata la strada maestra, prendendo una scorciatoia per un sentiero tortuoso fra due siepi.
La viuzza angusta non permetteva il passaggio che a due sole persone di fronte. Io precedeva la comitiva insieme con l'Agata, poco dopo seguiva il signor Nicola colla signora Pasquetta, ed ultimi il dottore colla signora Giovanna. Bitto andava avanti e indietro, su e giù per l'erta, come sogliono fare i cani... e gl'innamorati.
Il sole, dardeggiando i suoi ultimi raggi dietro la montagna, tingeva di porpora e d'oro le nuvolette increspate che vagavano pel firmamento.
— Come sono stupende queste scene della sera fra i monti!... — io osservava.
— Soltanto dopo un giorno sereno.... — mi rispondeva l'Agata. — Ma i giorni burrascosi hanno un tetro tramonto, senza luce, senza splendore, con un corteggio di nuvoloni neri, minacciosi.... Avete mai pensato alla rassomiglianza fra il periodo d'un giorno e l'intiero corso della nostra vita?
— Ci ho pensato sovente.... — io soggiunsi, — e se dipendesse da me, vorrei che ogni giorno fosse sereno, ogni vita felice, ogni tramonto bello come quello di questa sera....
— Il giorno bisogna prenderlo come ci vien dato dalla natura.... ma dipende da noi che la nostra vita sia calma o burrascosa, senza macchie, senza rimorsi, senza nuvole al tramonto, come una giornata serena.
La guardai in volto tacendo, e mi parve grave e severa.