Una sera, mentre stavano tutti ginocchioni davanti il Cristo, videro aprirsi la porta e comparire sulla soglia uno spettro che traballava sulle gambe... Era lui.

— Grazie, Iddio!... — egli disse con voce sepolcrale.... — Grazie, Iddio! che mi avete conceduto di venir a morire sul mio letto.

Le donne saltarono in piedi, e giunsero in tempo di sostenerlo fra le loro braccia, mentre cadeva privo di sensi.

Il desiderio di rivedere la sua famiglia gli aveva somministrato le forze sufficienti per alzarsi dal letto dell'ospitale, dissimulare ai medici le sue sofferenze, protestare contro la loro insistenza di volerlo curare, e chiedere come un sommo favore di tornarsene a casa. Non ci fu verso di persuaderlo che sarebbe morto per via: volle partire.

Senza forze, senza danaro, e colla febbre indosso aveva fatto il viaggio a piedi, chiedendo la elemosina per via, e dormendo sulla nuda terra, quando al suo aspetto spaventoso i contadini si rifiutavano di lasciarlo passare la notte sul fieno.

Un pensiero lo sosteneva nei disagi: abbracciare ancora una volta i suoi cari. Egli varcò i monti barcollando, trascinandosi a piccole giornate, salendo talvolta sopra qualche carro sul quale veniva raccolto dai carrettieri mossi a pietà del suo stato.

L'energia della sua volontà vinse gli ostacoli, lo sostenne nel suo proposito, fu più forte del male, e potè trascinarlo fino alla porta del suo tugurio. Steso sul letto, lo credettero morto; ebbe un lungo svenimento, ma rinvenne. L'aspetto dei volti che stavano contemplandolo piangendo lo compensò dello sforzo sovrumano del viaggio. Egli aveva raggiunto la meta, si beava in quegli sguardi amorosi, e si lasciava morire in pace.

Ma appena riavuto, le donne si misero in traccia di quanto potevano offrire al diletto infermo. Santo Dio! mancavano di tutto, non avevano da offrire al moribondo che acqua!... Ma era l'acqua del suo torrente, l'acqua che scorreva ai piedi del monte che lo vide nascere, quella che bevevano sua madre, sua moglie, i suoi bambini; era più che un'acqua medicinale... era un'acqua santa!

La bevette con voluttà, e parve che ne sentisse sommo benefizio perchè potè dormire per alcune ore. Ma compiuto lo sforzo della natura, il male riprendeva il suo vigore. Tuttavia benediceva Iddio, lo ringraziava del sommo favore ottenuto, e sperava nella divina misericordia. Colui che aveva fatto il miracolo di ricondurlo a casa avrebbe potuto anche salvargli la vita, e assistere la famiglia durante la sua infermità. E di fatti fece anche questo. La moglie corse a chiamare il dottore Canziani, il quale, esaminato il malato, udita la storia dolorosa, veduta tanta miseria, raccomandò la povera famiglia all'Agata, avendo esperimentato altre volte quanto avesse giovato ai miseri il patrocinio di quella pietosa fanciulla.

Agata mandò subito i primi soccorsi, poi volendo conoscere la povera moglie, se la fece venire in casa, le somministrò gli oggetti più indispensabili ai malati, e i viveri per la famiglia. Finalmente si decise di visitare in persona l'infermo e vi andò con suo padre, carica di nuovi doni.