— Ahimè! pur troppo debbo confessare che i suoi versi mi fanno ridere....

— Basta.... Basta.... Non vi credeva un cuore di marmo, mi fate compassione.... voi non sentite niente!... non amate niente!...

— Niente!... rispondeva Valdrigo con un sorriso affettuoso, e se ne andava.

Silvia ritornava alle predilette letture, e mentre il suo cuore si disponeva alla tenerezza, udiva una musica soave uscire da una stanza del palazzo. Era Valdrigo che trasmetteva al suo violino un'espressione della sua anima, un pensiero di sublime dolcezza. La giovinetta ascoltava quella voce arcana che molceva le più riposte fibre del cuore, e sospendeva la lettura, per non perdere una nota della lontana melodia. Poi essa pensava: — quel giovane è un mistero!

Un giorno passeggiando in giardino con lui si mise a lodare l'elegante forma dei carpini tagliati in vasi e piramidi, e ammirando l'arte del giardiniere si rivolse al suo compagno, e con un'aria burlesca, gli disse:

— Ci scommetto io, che voi non amate quest'arte!...

— Ma niente affatto! rispose tranquillamente Valdrigo, anzi la detesto. Come vuole che io ammetta Angelo Rotondo censore della natura, l'opera di Dio!...

E qui una lunga discussione, come al solito, sulla stupidità degli usi, sulla corruzione del gusto, e sull'eccellenza della natura, e sempre camminando e andando a finire sotto le ombre del prediletto boschetto. Giunti colà, Silvia, incrociate al seno le braccia, e fissando in volto Valdrigo collo sguardo scrutatore d'un inquisitore di Stato, gli disse:

— Voglio vedere fino a qual punto giunga il vostro superbo disprezzo per le cose tenute in venerazione dal comune degli uomini. Da quattordici secoli la repubblica di San Marco forma l'ammirazione del mondo, orbene, qui nessuno ci ascolta, e potete parlare senza tema del supremo tribunale; sareste voi capace di burlarvi del Doge, serenissimo principe della repubblica, di ridere della maestà dell'Eccellentissimo senato, di mancare di rispetto all'Eccelso consiglio dei Dieci? sareste capace di dubitare dell'eterna durata d'un governo fondato dai nostri padri, guidato dalla sapienza civile e politica dei secoli, sostenuto da una nobiltà devota alle antiche istituzioni, e da un popolo rispettoso e felice?... rispondete.

— Come mai possono venirvi in mente tali domande?... a che possono servirvi i miei pensieri in proposito?...