— Il desiderio di conoscervi a fondo, mi spinse a cercare nella mia mente qualche cosa di grande dopo Dio, per vedere ove si arresti la vostra manìa di contraddire le idee generalmente adottate; i vostri pensieri poi mi servono a pensare tutta sola, a ragionare fra me, a discutere nel silenzio fra le idee comuni e le vostre, a distinguere il pregiudizio dalla verità. Ditemi francamente, ve ne prego, credete voi ad una lunga prosperità della repubblica?...
— Non ci credo.... la repubblica è vecchia, e piena di magagne, e i vecchi devono morire!
— Mio Dio!... mi fate paura.... e sapete cosa penso qualche volta di voi?... penso che siete pazzo!...
— Sicuro che sono pazzo.... egli rispose con un'aria naturale e convinta. Esser pazzo significa vedere le cose in modo diverso dagli altri.... Gl'inquisitori del Santo Ufficio giudicarono pazzo Galileo Galilei, perchè sosteneva che la terra girava attorno al sole, e l'obbligarono colla tortura a confessare la sua eresia.... Tutti i dotti trapassati e viventi davano torto alle sue nuove teorie, ma il dubbio era gettato, e la tortura non bastava a distruggerlo, bisognava dimostrare il contrario con prove scientifiche.... le prove si fecero, e dimostrarono ad evidenza che i dotti trapassati e viventi erano asini.... compresi gl'inquisitori del Santo Uffizio.... e che Galileo era un genio!... I Genovesi, i Portoghesi, gli Spagnuoli trattarono da pazzo Cristoforo Colombo, che si era fissata in mente l'idea di scoprire un nuovo continente oltre i mari conosciuti. Si figuri, se la dotta antichità poteva ignorare qualche cosa! I dotti contemporanei si burlavano di lui, la dotta Salamanca si sbellicava dalle risa, egli vagava invano per l'Europa alla ricerca d'un pazzo suo pari, che volesse aiutarlo procurandogli i mezzi di viaggiare in traccia delle sue chimere. Finalmente la presa di Granata mise in possesso della regina di Spagna tutte le provincie che si stendono dai Pirenei alle frontiere del Portogallo, la buona regina Isabella trovandosi la borsa ricolma ebbe il capriccio di gittare un poco di denaro dalla finestra, e malgrado l'opposizione insistente del marito, mise a disposizione di Colombo tre poveri vascelli, coi quali al dì d'oggi non si farebbe un viaggio in Dalmazia. Ella sa il resto; l'ignoto continente esisteva, Colombo lo ha scoperto; anche questa volta il creduto pazzo era un genio, e gli asini si trovarono nella dotta Salamanca e nelle Accademie scientifiche di quel tempo. Un altro pazzo era Torquato Tasso, l'autore della Gerusalemme liberata, un poema che vostra eccellenza farebbe bene di leggere, e che troverebbe certo migliore della Marfisa Bizzarra del conte Carlo Gozzi.
— E chi osò trattare da pazzo questo insigne poeta?
— Il Duca Alfonso di Ferrara, che lo tenne in prigione....
— E perchè?...
— Perchè il povero poeta aveva osato levare gli occhi alle stelle.... perchè aveva amato la Duchessa Eleonora, la sorella d'Alfonso....
— Oh ve ne prego, raccontatemi la storia degli amori del Tasso e di Eleonora....
Vittore ignorava quasi intieramente quella storia, ma la sua fantasia era abbastanza feconda per supplire ai documenti mancanti, e creò un racconto interessante della fiamma del poeta per la bella duchessa, e vi aggiunse le più tenere avventure, e le relative osservazioni filosofiche e comparative fra la nobiltà dell'intelletto e la nobiltà dei natali, e sul pregiudizio della nobiltà ereditaria.