Maddalena aveva la sua stanza sopra quella dell'artista, dirimpetto alla laguna; i suoi balconi erano adorni di vasi di garofani e di geranei odorosi, e quando udiva le soavi melodie del violino, apriva la finestra ed ascoltava con religiosa attenzione. L'esalazione dei fiori, l'aspetto delle acque azzurre che si confondevano col cielo, e quella musica strana, lamentevole, piangente, agitavano i sensi della fanciulla innamorata. Erano voci d'amore ch'ella traduceva a meraviglia, era il linguaggio d'un cuore derelitto, ch'ella intendeva a perfezione, erano accenti d'un'anima solitaria che vagando per l'aria andavano a ricadere sopra un'altra anima solinga e non intesa. Le deliziose armonie ricercavano i più reconditi recessi di quel cuore di dieciott'anni, ma il pensiero funesto che non erano per lei, rivolgeva in amarezza l'incanto, e due lagrime furtive uscivano da quegli occhi dolenti, e irrigavano le fresche guancie della bella fanciulla.

Quante notti al chiarore della luna Valdrigo contemplando il firmamento sereno, suonava a mezza voce il violino, credendo quelle melodie trasportate dal vento e perdute nella solitudine, quando invece penetravano fatali per una finestra dischiusa ed andavano a ferire un cuore innocente, e a turbare un sonno dianzi tranquillo.

Sarebbe inutile il raccontare i mesi e gli anni trascorsi in varii progetti, in speranze vaghe e chimeriche, in proponimenti di studio, svaniti all'indomani; la vita dell'uomo indolente non lascia traccia di sè, e guardando il suo passato egli non distingue un anno dagli altri che per rari avvenimenti smarriti in uno spazio vuoto, come il punto nero d'una barca lontana sull'oceano.

Finalmente dopo ripetuti tentativi abbandonati e ripresi più volte, il pittore si decise di dar principio ad un quadro. Il soggetto, apparecchiato in un abbozzo in piccole dimensioni, era una partenza per la pesca. Vari pescatori apparecchiavano sulla riva le reti, le corde, gli attrezzi marinareschi, alcune donne assistevano alle ultime operazioni della partenza, ed esprimevano il dolore del distacco per un viaggio talora pericoloso; sul fondo si vedeva la barca ed il mare. Il costume nazionale dei pescatori veneziani, i vari atteggiamenti, e le diverse espressioni rendevano interessante quella prima composizione dell'artista meditata da tanto tempo e preparata da studi speciali. Gli ospiti pregati a volersi prestare in qualità di modelli di buon cuore aderirono, e Beppo trovò gli altri individui, alcuni dei quali vennero rifiutati dal pittore, e si dovette sostituirne degli altri di suo gradimento. La vecchia Marta seduta sulla porta a rattoppare le reti era una figura degna d'un pennello fiammingo, e la bella Maddalena che con un'aria dolente dava l'addio al fidanzato il quale le mandava da lontano l'ultimo bacio, era collocata in modo da far risaltare a meraviglia le bellezze della espressione e i rari pregi del vezzoso modello.

Diede mano alla tela in bella proporzione, e i suoi modelli posavano a vicenda davanti all'artista, ora l'uno ed ora l'altro, secondo il suo desiderio.

Maddalena vi si prestava con grazia, e la sua espressione era molto naturale e diffatti essa non doveva fingere gran fatto per dimostrare l'affanno d'un distacco dal fidanzato. Il partire, o il non giungere costituiscono l'assenza che causa il dolore; e se per lei realmente non partiva un amoroso, certo l'amato non giungeva, o quantunque vicino colla persona, era lontano col cuore.

Il pittore assorto nel lavoro non vedeva in Maddalena che una bellezza plastica, un tipo di rara perfezione. Il grazioso modello cercava nel sorriso del pittore una scintilla dell'anima, egli studiava sul modello un'ombra della fronte, una sfumatura delle guancie, la luce delle pupille, l'espressione delle labbra passionate, ed osservando con uno sguardo d'artista i lineamenti leggiadri e la tinta armoniosa del volto, egli esclamava con naturale ingenuità: — Cara Maddalena, voi siete una rara bellezza!...

La fanciulla abbassava gli occhi, diventava tutta rossa, e il pittore temendo d'averla offesa, soggiungeva: — Scusate, sapete, ma per noi altri artisti i modelli non sono donne, ma statue, con la durezza di meno, e la morbidezza di più, ma sempre statue!...

Maddalena sospirava, e taceva.

Egli pensava fra sè: — La gloria vale la nobiltà, ed anche più, secondo la mia maniera di vedere. Se questo quadro mi riesce, egli sarà l'equivalente d'un titolo, egli nasconderà la mia origine, egli mi metterà al pari coi più superbi signori. Silvia non isdegnerà di compensarmi con uno sguardo, per un'opera che avrà meritati gli applausi di Venezia, e chi sa!... chi sa!... gli Orseolo andranno superbi d'aver protetto i primi passi dell'artista.... essi chiederanno di vedermi, e forse, forse il matrimonio progettato dai parenti non avrà più il consenso della sposa. Prima di tutto passano gli anni e il conte Leoni non ritorna. Egli sarà innamorato di qualche principessa della Corte ove risiede, e non si cura di tornare col pretesto degli affari diplomatici, e se tornando dopo una lunga assenza, Silvia dichiarasse di non accettare la sua mano!... Chi sa!... talvolta il prestigio degli applausi prodigati ad un artista può infondere il coraggio in una donna, e Silvia non è donna volgare! La vorranno seppellire in un chiostro.... ma non sarebbe il primo caso d'una fuga!... Mio Dio! quale ampio compenso alle mie fatiche una parola di Silvia che dicesse: — Sono vostra pei diritti del cuore! — vi aspetto — scalate il muro del convento, sarò nel giardino a mezzanotte!... Una gondola pronta, due valenti rematori, e poche ore dopo si varcano i confini, e addio Venezia per sempre!... — E viaggiava con Silvia rapita, e la nascondeva nella capanna d'una valle solitaria fra i monti lontani, e viveva una vita di delizie vicino alla donna del cuore. Con questi sogni andava avanti e lavorava con lena. Arrestato dalle difficoltà dell'arte, pensava alla gloria, e alle conseguenze della gloria; copiava esattamente Maddalena, ma coll'immagine di Silvia davanti agli occhi, e colla speranza nel cuore.