Maddalena voleva seguirli, ma le mancarono le forze, essa aveva tutto compreso. Quella maschera era Silvia Leoni, quell'amore di tanti anni era ancora una passione segreta. Valdrigo non s'era mai trovato solo con Silvia, quali ostacoli avessero potuto impedire una dichiarazione d'amore, in tante visite fatte dal pittore al palazzo Leoni, questo era un mistero per Maddalena, ma le parole di Valdrigo non ammettevano un dubbio. — Fosse virtù di donna onesta, o mancanza d'occasione propizia, o timore di vendette terribili, il fatto stava che Valdrigo non aveva ancora aperto il suo cuore. Tante rivelazioni in un minuto avevano stravolte l'idee della povera innamorata, avevano colpito il suo cervello con una sorpresa istantanea, avevano animati i suoi sensi con una arcana speranza, quando ad un tratto, quella rapida decisione di Silvia l'aveva nuovamente colpita sul vivo. La lunga aspettativa aveva raggiunto il suo termine, la donna cedeva alle preghiere d'una intervista segreta, la sicurezza del marito lontano accresceva il pericolo, la passione svelata avrebbe sormontato ogni ostacolo, la notte avrebbe protetto ogni oblìo. Le memorie della prima giovinezza, il fuoco rinchiuso, la costante resistenza, tutto rendeva quella passione violenta e irresistibile, e una volta consumato il sacrifizio, Silvia non era donna da capriccio, ma da tenace fermezza... Valdrigo era perduto per sempre!...

Tutte queste idee attraversarono rapidamente il suo spirito, le paralizzarono le forze, la resero immobile e stupida. Il fuoco della gelosia venne a risvegliare la sua mente, allora volle inseguirli, arrestarli par via, smascherarli, e scese precipitosamente le scale si trascinò dietro la compagna che invano si studiava di calmarla, coi consigli della ragione e della amicizia. Maddalena non udiva le sue parole, e non ascoltava che gl'impeti d'una passione esaltata. Giunte sulla via, le maschere che andavano e venivano dal Ridotto impedivano il passo, i venditori di melarancie confondevano la loro voce strillante coi fischi dei birichini, colle risa dei gondolieri, col variato gorgheggiare dei venditori ambulanti che accrescevano la confusione e il rumore della strada.

Uscite da quel miscuglio di gente si trovarono in una calle più tranquilla, ove poterono levarsi la maschera, asciugarsi il sudore del volto, e riprendere un po' di lena, l'aria fresca e salina che spirava dalla laguna rinnovava il respiro. Maddalena irrequieta non voleva fermarsi, e pretendeva inseguire i fuggitivi, ma la compagna la calmava, mostrandole le strade deserte, le traccie perdute, il rispetto prescritto verso le maschere, il nessun diritto di agire, l'insulto ad una donna dell'alta nobiltà, e finalmente la collera di Valdrigo, il suo odio e la sicura vendetta. Ma essa ascoltava ogni consiglio come trasognata, e piuttosto di dar retta all'amica, pareva che pensasse ai mezzi per mandare ad effetto il suo funesto pensiero.

Veduta l'impossibilità d'inseguirli, si rimise la maschera e volle ritornare al Ridotto. La compagna che la teneva per braccio sentiva un tremito in tutti i muscoli della povera fanciulla, sorda ad ogni preghiera, e dovette seguirla macchinalmente, sperando che le distrazioni del ballo avrebbero calmati i suoi sensi.

Risalite le scale, e penetrata nuovamente nella stanza del giuoco, essa andava vagando trascinata dalla passione e guidata da un pensiero che dominava il suo spirito. Pareva che cercasse taluno nella folla, finalmente svincolandosi dall'amica, si avanzò verso un tavoliere di giuoco, e avvicinandosi al conte Leoni che teneva le carte fra le mani gli disse all'orecchio:

— Conte, vostra moglie è uscita or ora dal ballo, appoggiata al braccio d'un uomo mascherato...

Il giuocatore rivolgendo rapidamente la testa, squadrò la maschera per bene, e con volto serio rispose:

— E che importa a voi questo?...

— A me niente... conte... ma a voi deve importare moltissimo!...

— E se questa maschera fosse suo fratello, che avreste da dire?...