— Peccato!... un angelo di bellezza... accogliere di notte in sua casa un amante all'insaputa del marito!..
— Li raggiungo fra un istante... aspettatemi... quattro zecchini sul cinque di bastoni...
— Per quattro zecchini... esporsi a perdere un tesoro... esporsi alla vergogna... al ridicolo...
— Sono con voi... Paroli...
— Troppo tardi!... È già un'ora che sono partiti... forse fuggiti da Venezia...
— Fuggiti!... e gettando le carte sul tavolo, con gli occhi stralunati e scintillanti di collera, si levò ad un tratto, gettò a terra la sedia e presa sotto al braccio la maschera la trasse in un canto della sala. La folla si restrinse intorno al tavolo, e il suo posto venne occupato subito da un altro, come nelle battaglie quando si chiudono le file per riempire i vuoti lasciati dai morti.
Allora il conte, esaminando attentamente la maschera, voleva ad ogni costo scoprire la persona che si permetteva d'insultarlo in quel modo e di provocare la sua collera e la sua gelosia. Vani tentativi. Allora sospettando ancora un qualche imbroglio, un raggiro immaginato con uno scopo secondario, e dubitando della sincerità della maschera, le chiese:
— Potreste dirmi il nome della persona che accompagnava mia moglie?...
— Certamente!... il suo primo innamorato di Villa Saltore... il pittore Valdrigo...
— Basta così!... rispose con cupa fisonomia il conte Leoni, e senza proferire altra parola si allontanò dalla maschera, e uscendo dalla stanza scese rapidamente le scale.