La gelosia si riaccendeva nel cuore di Maddalena. Il conte Leoni doveva essere partito, quella era dunque la sera fissata d'un abboccamento con Silvia.
La fanciulla si torceva le mani, e rientrando nella sua stanza malediceva l'indolenza del governo, e mormorava fra i denti: — Cosa fanno questi balordi d'inquisitori di Stato?... perchè non mandano ad arrestare un accusato?... a che servono le bocche del leone?... a cosa servono le denunzie segrete?
Ma intanto che ella fremeva dalla collera, dopo d'aver assistito agli apparecchi di una spedizione galante, la notte scendeva propizia agli innamorati, e prometteva di proteggere colle tenebre i loro misteriosi ritrovi.
Valdrigo era all'ordine, ed uscito dalla sua stanza, ne chiudeva l'uscio e scendeva tranquillamente le scale, e la povera fanciulla ascoltava i passi di lui coll'ansia affannosa dell'avaro che sente il rumore dei ladri che si avvicinano allo scrigno, e si apparecchiano ad involargli tesori.
Giunto alla porta di strada mentre egli teneva in mano il bottone del chiavistello per aprire, dall'altra parte suonavano il campanello. Valdrigo aprì, e si trovò in faccia di quattro persone di sinistra fisonomia, una delle quali gli chiese: — Il signor Vittore Valdrigo?...
— Sono io — rispose il giovane, cercando di dissimulare una vaga inquietudine che lo assaliva. — Allora favorisca rientrare, io sono il fante dei cai[78] e vengo per ordine degli eccellentissimi inquisitori di Stato. — Gli altri erano, Messer Grande e due birri. La forza morale dei fanti, esecutori degli ordini dei tribunali, era così grande in Venezia, che bastava il loro nome per far abbassare la testa e tremare.. Rimontarono le scale, entrarono nella stanza di Valdrigo e l'obbligarono ad aprire tutte le cassette e gli armadi. Rovistarono il letto, misero sossopra ogni suppellettile, indagarono accuratamente ogni ripostiglio segreto, ogni angolo, ogni accessorio della mobilia, e batterono sui quattro lati del muro ascoltando se il suono manifestasse dei vuoti nelle pareti. Raccolte tutte le carte rinvenute le involsero in un foglio, e dopo di averlo suggellato con molta attenzione, invitarono Valdrigo a seguirli. Egli chiese in grazia d'avvertire i suoi ospiti, e questo gli venne concesso. Entrò nella stanza di Maddalena, sempre accompagnato dai quattro inseparabili compagni, e trovò la ragazza sfigurata a tal punto che ne sentì più compassione che della propria sventura. Essa aveva udito ogni cosa, voleva accorrere, ma le mancarono le forze, e cadde sopra una sedia, pallida come un cadavere, cogli occhi infossati, i capelli irti sulla fronte, la bocca arida ed amara, i denti serrati, il cuore palpitante, le membra distese dalla rigidezza dei muscoli, le mani chiuse con violenza. Valdrigo si fece a consolarla alla meglio, dicendole: — Fatevi animo, Maddalena, deve essere un errore, e ci rivedremo fra breve.
Poche altre parole potè aggiungere, che essa quasi nulla intendeva, e lo guardava fisso con due occhi incantati che parevano di vetro.
La vecchia Marta era accorsa in aiuto della nipote, Beppo era assente, il fante intimò la partenza. Valdrigo commosso per la pietà della fanciulla le si avvicinò accorato e con l'affetto d'un fratello le depose sulla fronte fredda un bacio d'addio, ed uscì senza volgersi indietro perchè gli mancavano le forze. — A quel bacio la fanciulla era caduta come colpita dal fulmine.
XXXIII.
Valdrigo venne condotto nelle prigioni dette dei Piombi, perchè, come è noto, si trovavano sotto al tetto del palazzo ducale. Colà egli aveva tutto il campo di meditare sulle sue disgrazie, e sulle umane vicissitudini; le quali poi non sono così indipendenti dalla volontà dell'uomo quanto vorrebbero pretendere coloro che attribuiscono troppo sovente alla fatalità della sorte, quello che in fatto non è che la legittima conseguenza delle loro azioni. Così Valdrigo colla sua invincibile tendenza al dolce far niente s'era creata un'esistenza avventurosa e da nulla, ed abbandonando il lavoro che gli avrebbe fruttato soddisfazioni e benefizi, perdeva i giorni e smarriva l'ingegno in vane e sterili occupazioni.