Finalmente il servo ricomparve, aperse una porta, e tenendosi indietro disse: — Venite pure avanti....
Le donne entrarono in una stanza resa oscura dai pesanti cortinaggi delle finestre, ed esalante un leggiero profumo d'essenza d'ambra che salì al cervello di Maddalena come l'emanazione d'un veleno. Chiusa la porta dal domestico che rimase di fuori, si avanzarono lentamente, e si arrestarono dirimpetto ad un ampio seggiolone sul quale sedeva la dama.
Silvia, vestila a bruno, e più pallida del solito pareva oppressa da una profonda tristezza, ma quando riconobbe la Rosa si alzò in piedi, la accolse con pietosa dolcezza, se la fece sedere da presso e le disse con voce compassionevole:
— Povera Rosa!... m'immagino il motivo della vostra visita. — La Rosa scoppiò in un dirotto pianto, e dimenticò le belle espressioni che aveva apparecchiate per intenerire il cuore della signora, ma le sue lagrime erano più eloquenti di qualunque altro discorso.
Silvia indicò una sedia a Maddalena che si teneva in piedi cogli occhi bassi, e continuò:
— Siamo in tempi funesti per tutti, povera Rosa.... i torbidi delle provincie, le minaccie degli stranieri, l'audacia dei nemici del governo, rendono i giudici più severi.... ma qui si arrestò, perchè s'avvide che con tali parole raddoppiava il dolore della povera madre, e soggiunse: — fatevi coraggio, io non ho aspettato la vostra visita per occuparmi in favore di vostro figlio, ma vi ripeto, i tempi sono cattivi....
E mentre parlava andava esaminando attentamente la fanciulla che non conosceva, la quale sentendosi osservata arrossiva, e non osava alzare gli occhi, finalmente spinta dalla curiosità Silvia chiese alla Rosa:
— Chi è questa ragazza che vi accompagna?...
La Rosa esitava a rispondere, ma poi si decise, e disse con voce singhiozzante:
— È la nipote della padrona di casa di mio figlio....