Silvia e Maddalena si scambiarono un colpo d'occhio eloquente. La prima pareva che chiedesse con amaro sospetto: — saresti forse una innamorata di Valdrigo? — l'altra con fiero cipiglio sembrava dire: — Conosco i segreti del vostro cuore.
— State in casa con Vittore?... chiese Silvia con apparente indifferenza.
— Sì, signora.... rispose Maddalena, con un'aria di trionfo.
Allora Silvia, come per investigare dalle espressioni del volto, gl'interni sentimenti della fanciulla, soggiunse:
— Si potrebbe forse ottenere la liberazione di Vittore, dal carcere, ma sarebbe impossibile di salvarlo dalla espulsione dal territorio....
— Tanto meglio!... saltò fuori a dire Maddalena, che non seppe frenare la sua gioia. E la Silvia che studiava coll'istinto della donna i lineamenti della fanciulla sospetta, indovinò dall'atteggiarsi del volto e dall'improvvisa risposta, l'amore e la gelosia.
Allora, desiderosa di mettere alla prova l'intensità di quell'affezione, e forse anche di punire l'audacia d'una rivale dal cui amore sentiva offesa la sua dignità, continuò il suo discorso indirizzandosi alla Rosa, ma osservando sottecchi ogni movimento della fanciulla:
— Se potessi ottenere il suo esiglio, egli potrebbe andare in Carinzia. Io devo passare di là per recarmi a Vienna a raggiungere mio marito, e lo prenderei volontieri con me. A Vienna potrei giovarlo molto colle relazioni dei nostri amici. — Maddalena si mordeva le labbra, e le vene della sua fronte ingrossavano. — Silvia osservava ogni movimento di quel volto alterato, e continuava con apparente tranquillità: — È certo che l'esilio chiude per sempre le porte della patria, ed egli non potrebbe più entrare nei domini della repubblica.... ma piuttosto che marcire in una prigione, piuttosto di non vedere più il sole....
La povera Rosa teneva le mani giunte, e cogli occhi gonfi, infiammati, e pieni di lagrime, levava la fronte verso il cielo, che metteva compassione a vederla. — Maddalena lottava fra l'amore e la gelosia, fra il desiderio ardente di salvare Valdrigo, e il dolore di vederselo rapito per sempre. Ma alle ultime parole di Silvia, fatto come uno sforzo sovrumano sopra sè stessa, ruppe il silenzio, ed esclamò:
— Purchè sia salvo dalla prigione vada pure in esilio, purchè sia libero e possa rivedere il sole e la campagna che egli ama tanto... parta pure da Venezia... e... sia felice... e sia fatta la volontà di Dio!... Voleva dire: — e siate felici, ma si avvide che non conveniva, e mutò la frase.