Maria appena uscita dal puerperio portava il nuovo bimbo all'aria aperta, seguita dalla piccola Adria, e da Isidoro che aveva quattro anni, e Tiziano guardava con compiacenza la sua bella famigliuola che veniva su con tutto il rigoglio di quelle vigorose popolazioni delle Alpi.
Ma ecco nuove apprensioni che ritornano ad intorbidare quella serena esistenza.
Calvi era partito da Torino dirigendosi verso il Cadore colla sua idea fissa di suscitare l'insurrezione delle montagne, e colla fiducia d'essere secondato da tutta Italia. Tiziano che faceva parte del Comitato nazionale segreto ne ricevette l'annunzio coll'ordine di apparecchiare l'insurrezione.
Michele gli scrisse in pari tempo, disapprovando il movimento intempestivo, e così gettò l'incertezza nell'animo di colui che aveva bisogno di tutta la sua energia per secondarlo. E quantunque Tiziano volesse conservare il più rigoroso segreto sugli avvenimenti che si apparecchiavano, pure le insolite assenze, l'espressione stessa del volto che tradiva l'ansietà di serie preoccupazioni, non sfuggirono allo sguardo perspicace di Maria, avvezza a leggere i più reconditi pensieri sulla fisonomia del marito.
Una sera mentre i bimbi dormivano, essa si precipitò piangendo nelle braccia di lui, mostrandogli il più vivo rammarico pei misteriosi raggiri che egli cercava di nasconderle, e supplicandolo in nome di quelle care creature a volerle svelare la verità; lo assicurava che sarebbe più forte a sopportare qualunque pericolo piuttosto di vedersi tormentata con sospettose paure che la rendevano infelice, le toglievano il sonno, ed alteravano il latte col quale doveva nutrire il suo bimbo.
Procurò d'acquietarla con ogni possibile persuasione, resistette lungo tempo alle sue affettuose sollecitazioni, ma non le fu possibile di perseverare nelle negative davanti le lagrime, i singhiozzi di quella desolata, che avrebbe fatto pietà ai cuori più duri; e facendole giurare il silenzio sulla vita stessa dei figli, le confidò il segreto, annunziandole che Calvi era già in viaggio per entrare in Cadore, ch'egli sarebbe partito il giorno seguente per andare ad incontrarlo con Giacomo Croda, che le armi e gli uomini erano pronti per la sollevazione generale.
Quale notte dovette passare quella povera donna, condannata a rimaner sola coi suoi tre bambini, mentre il marito esponeva nuovamente la vita per la libertà!...
E quale doloroso distacco al mattino della partenza!...
Giacomo Croda era giunto al roccolo di tutta notte, e prima del levare del sole si misero in viaggio.
Passarono due giorni pieni di tristezza e d'ansietà, ed al mattino del terzo giorno giunse a Pieve un giornale che annunziava la cattura di Calvi coi suoi complici.