— Siamo tutti ammalati! — gli rispose sior Antonio.... — meno i bambini che non capiscono i nostri terrori.... ma tu parla.... dimmi, come sei qui.... come hai fatto a fuggire da quel maledetto castello di Mantova?...

— Fuggire?... non ho avuto bisogno di fuggire.... io non sono stato arrestato....

— Come?... non ti hanno arrestato con Calvi?...

— Ma no!... Calvi non lo abbiamo nemmeno veduto.... ci mancavano ancora poche ore per giungere al sito fissato pel nostro incontro, quando essendo entrati in un osteria per rifocillarci abbiamo udito raccontare il suo arresto. Abbiamo fatto come se l'affare non ci riguardasse nè punto nè poco, e dopo esserci riposati alquanto fingendo di continuare la via, abbiamo fatto una giravolta, ricalcando i nostri passi, e siamo tornati indietro tranquillamente, e grazie al cielo senza cattivi incontri.

— E perchè non avete mandato subito le vostre notizie?...

— Oh bella!... come si fa in cima i monti a trovare il modo di mandar notizie?... Rientrati in Cadore ci siamo divisi. Giacomo Croda ha preso la strada d'Auronzo, io sono qui, per non spaventare Maria con un'apparizione notturna.

Allora sior Antonio rimesso in gambe apparecchiò da cena al figliuolo, lo lasciò mangiare in quiete, poi a poco a poco gli annunziò la malattia di sua moglie, prodotta certamente dallo spavento.

Tiziano voleva correre subito al roccolo, ma il padre lo trattenne, mostrandogli i gravi pericoli di quell'imprudenza, e lo persuase a non lasciarsi vedere se prima egli non avesse apparecchiato Maria al suo ritorno, la sua comparsa improvvisa potendo riuscire fatale.

Andarono dunque a letto, e alla mattina per tempo sior Antonio si recò al roccolo, dicendo che aveva ricevuto buonissime notizie da Tiziano, che stava benissimo, non era mai stato arrestato, e sarebbe di ritorno in giornata, dimostrò chiaramente che i loro timori erano stati precipitosi e mal fondati, e d'accordo con sua moglie predisposero con tanta avvedutezza la povera malata, che il ritorno del marito invece di riuscirle funesto, fu il farmaco più propizio a migliorare il suo stato, e le rese più facile il ristabilimento in salute.

Quando Tiziano entrò nella stanza e corse al letto della moglie, essa se lo strinse al seno inondandolo di lagrime, e volle che la suocera andasse a prendere tutti i bambini e li conducesse al babbo, che non rifiniva di dar baci e di riceverne, prendendosi in braccio il piccolo Taddeo che gli veniva portato dalla balia, sostenendo sui ginocchi Adria che succhiava un zuccherino, e tenendo per mano Isidoro che gli stava davanti in piedi sorridente, mentre la nonna gli accarezzava la testa; sior Antonio confuso dalla contentezza, adombrato da sospetti, sbalordito dalla sorpresa, aveva il volto talmente scomposto da tante impressioni successive ed opposte che pareva un morto uscito dalla sepoltura.