Queste ragionevoli domande, che contenevano la risposta perentoria, vennero accolte con sommo favore dalla maggioranza, ed al breve silenzio prodotto dalla sorpresa, successero i più vivi applausi e gli evviva iterati all'Italia, alla repubblica, ed a Pio IX, e finito in fretta il protocollo verbale, e firmato dal maggior numero degli intervenuti, l'assemblea si sciolse, accolta dal popolo stipato nella piazza, con ripetute acclamazioni, e con voci d'incoraggiamento e di concorde adesione.

Il consigliere imperiale corse a chiudersi in casa, deplorando la sua imprudenza, ritirò dalle pareti del suo gabinetto il ritratto di Pio IX e quello di Carlo Alberto, e li portò in soffitta, dove si mise con ogni cura a ritirare la polvere e le ragnatele dai ritratti dell'imperatore Ferdinando, e a quelli dei marescialli dell'Impero, che rimise con grande rispetto nelle loro cornici, e dopo lavati i vetri appese di nuovo al loro posto, dal quale erano stati ritirati prudentemente davanti le energiche manifestazioni cadorine in favore della libertà, e nascosti dietro le casse coi vecchi mobili abbandonati. E tutto intento a tale operazione, deplorando la precipitazione dei primi giorni giurò solennemente che in avvenire sarebbe più cauto, non ammettendo mai più nelle sue stanze altro che i sovrani riconosciuti regolarmente da tutte le potenze d'Europa.... e delle nazioni più forti delle altre parti del mondo.

Ma in quello stesso giorno la popolazione di Pieve celebrava la festa di San Marco nella chiesa di Santa Maria, stipata di gente d'ogni condizione, e il reverendissimo Arcidiacono che officiava solennemente, circondato dal clero, dava la benedizione alla bandiera della Guardia Civica. La religione e la patria si erano congiunte in uno stesso sentimento di devota affezione, e quelle buone, semplici, ed energiche popolazioni delle montagne, prostrate devotamente davanti gli altari, domandavano a Iddio la protezione delle armi per difendere valorosamente il loro territorio e le loro case dalla invasione degli stranieri.

VI.

Il Comitato di difesa si mise subito all'opera alacremente, aprendo i ruoli dei volontari, esercitandoli al maneggio delle armi. I cadorini hanno la consuetudine di emigrare ogni anno per alcuni mesi, in vari paesi d'Europa, esercitando diverse professioni, ma in quell'anno non erano partiti, od erano ritornati più presto a motivo degli sconvolgimenti politici. I giovani accorsero subito ad iscriversi nella milizia, e in tal modo vennero prontamente costituiti i Corpi franchi destinati al servizio attivo ai confini, lasciando alla guardia civica il servizio interno d'ordine e sicurezza. Fissato il giornaliero assegnamento dei volontari, furono presentati al Comitato, davanti il quale giurarono solennemente di servire per tre mesi come soldati regolari, sotto il supremo comando del capitano Calvi. E in pochi giorni si raccolsero 380 uomini che vennero divisi prima in quattro poi in cinque corpi di 75 a 80 uomini ciascheduno. Ogni drappello aveva la sua bandiera tricolore che lo precedeva nelle marcie, e veniva piantata nel punto fissato per la difesa. La fretta rese impossibile di adottare una assisa uniforme, soltanto portavano un ramoscello d'abete sulla coccarda italiana fissata ad una falda del cappello rilevata ed aderente alla cupola. I capi si distinguevano per dei segnali bianchi alle maniche.

Mentre venivano istruite queste milizie il capitano Calvi col suo inseparabile compagno del comitato percorreva il Cadore, prendendo conoscenza delle posizioni, ispezionando quanto era stato operato dai cadorini fino a quel momento per la difesa dei loro confini, e disponendo tutto ciò che era da farsi secondo i luoghi e le circostanze. Trovarono il confine di Montecroce bastantemente premunito per cura di Giovanni Coletti comandante della guardia civica del Comelico superiore.

Le accoglienze fatte dalle popolazioni del Comelico al capitano mandato dalla repubblica di Venezia, ed al capo del comitato che lo accompagnava, dimostrarono come anche in quella parte del Cadore fosse vivo il desiderio dell'indipendenza, e come quei paesani fossero fermi e ben disposti a difendersi ed a respingere con energia l'invasione tedesca. Ed era assai bello il vedere quei montanari del Comelico superiore, che sono generalmente alti della persona e robusti, vestiti del loro costume di festa, che consiste in una tunica bianca di lana, affatto particolare al paese, portanti sulle spalle la scure dei boscajuoli e la zappetta, inghirlandata di verdi fronde, col cappello ornato di nastri, e la coccarda tricolore sotto al ramoscello d'abete.

S'erano raccolti ad aspettare il capitano sulla piazza di Padola, villaggio estremo del Cadore, collocato in un'ampia valle palustre, in mezzo a monti coperti di foreste, attraversati da torrenti, colle alte cime di nude roccie acuminate, costantemente nevose. Quella brava popolazione intelligente e svegliata ascoltava estatica i discorsi dei loro capi, applaudiva concorde, e prometteva costanza e fedeltà.

A Treponti il capitano Calvi ordinò alcuni lavori per barricare il passo e fece alzare un fortino a sinistra del Pieve, sotto il bosco di Gogna, per collocarvi due cannoni.

La valle del Boite, le gole d'Oltrechiusa e il confine Ampezzano avevano avuto le principali cure dei Cadorini, poco sicuri dei loro vicini tirolesi. Quelle valli che dalla chiusa di Venàs si estendono fino ai confini di Ampezzo, presentano dei prospetti assai pittoreschi. Il torrente Boite che scaturisce dalle alpi tirolesi scorre alle falde dei monti profondamente incassato, corre a sbalzi, e si stende come un verde cristallo nei siti piani e profondi, e si trasforma in candide spume spruzzanti e rumorose quando s'infrange nelle roccie cadute dalle cime più eccelse nel suo letto tortuoso. La strada detta d'Alemagna, tagliata nei macigni a grande altezza dal torrente, si raggira in varie curve secondando i seni e i dorsi dei monti, ed ora presenta alla vista una vallata ridente di poggi, di pascoli, e di verdi boschi di larici e abeti, ora si va stringendo in gole minacciose, e fra nude rupi a picco, che pare devano rendere impossibile l'uscita.