Quella sera parlarono molto di Calvi, delle sue belle qualità, della simpatia che ispirava a quanti lo avvicinavano. Maria che lo aveva veduto alla rassegna osservò che aveva una fisonomia dolce e giovanile, e gli pareva impossibile che potesse avere l'energia necessaria alla sua missione.

— Lo vedremo davanti il nemico... soggiunse Isidoro — l'ardire viene dal pericolo e dalla responsabilità.

Passeggiarono lungamente sotto agli alberi al chiaror della luna, Tiziano e Maria poterono ritirarsi in disparte per qualche istante senza essere osservati, e ripetersi quelle eterne parole d'amore, le più antiche e le più nuove del mondo, sempre eguali in apparenza, ma applicate ad infinite varietà di sensazioni, brevi ed ardenti, che sono ricordi e promesse, sante come le preghiere che si innalzano agli esseri superiori, insidiose come le tentazioni del diavolo, divine e pericolose ad un tempo.

Ad ora avanzata ciascheduno si ritirò alla propria dimora per prendere un po' di riposo; ma quella notte fu vegliata da molti sull'insonne letto; madri, amanti, sorelle, versarono molte lagrime nel segreto della solitudine e del silenzio.

Ma il sole nascente non vide che entusiasmi, ardore di battaglie, uomini vigorosi che partivano decisi di dar la vita per la salvezza e l'onore del paese, e donne rassegnate ad ogni sacrifizio.

Il primo fatto d'arme ebbe luogo in Oltrechiusa. La mattina del 2 maggio, duemila uomini circa del reggimento Provaska, con 52 Ulani a cavallo, insieme con molti Jegher e gran numero di Sizzeri dell'Ampezzano, e dei vicini comuni tedeschi, messisi in marcia comparvero improvvisi sul confine, e uccisa la sentinella cadorina, lo varcarono, disponendosi in lunga fila dal Boite alla strada, e dalla strada più in su sulle roccie.

Dato il segnale d'allarme al presidio, i cadorini si avanzarono verso il nemico, e gli abitanti di Chiapuzza e di San Vito data mano alle campane si misero a suonare a stormo per avvertire la popolazione dell'imminente pericolo. Intanto un ufficiale austriaco si era avanzato con bandiera bianca domandando di parlamentare cogli avversari. Ignazio Galeazzi, comandante d'uno dei corpi franchi, gli andò incontro. L'ufficiale tedesco mostrando la capitolazione di Udine invitava i Cadorini a sgombrare il passo, consigliandoli ad accettare gli stessi patti.

Il comandante italiano gli rispose che i Cadorini avevano giurato d'impedire agli austriaci di varcare le Alpi, che erano al loro posto per la difesa del paese, e che sarebbero morti prima di mancare al dovere.

Intanto che aveva luogo questo dialogo, l'annunzio dell'avvicinarsi dei tedeschi si era diffuso in tutto il Cadore, e le campane di tutte le parrocchie rispondevano al primo segnale, sollevando in massa gli abitanti, che correvano al luogo minacciato. L'ufficiale austriaco, udendo il suono delle campane che echeggiava dovunque, domandò al giovane avversario che cosa significasse quello scampanio, al che egli rispose:

— Le campane suonano o la vostra o la nostra agonia....