Bortolo che era stato testimonio dell'orrendo spettacolo del giorno antecedente, era ancora sbalordito, e riportava idee confuse e spaventose delle batoste guerresche.

Tutti gli chiedevano ansiosamente i più minuti particolari del fatto d'armi nel quale il suo padrone era scomparso, ma era impossibile di cavarne un qualche costrutto. Nella confusione della lotta egli non aveva veduto che sè stesso, e raccontando quanto aveva fatto, gli pareva di render conto di tutto. Invece di dire che alle prime fucilate egli si era nascosto in un fosso, egli diceva: — ci siamo riparati in un fosso,... poi siamo saliti in un bosco, e dietro una roccia abbiamo veduto i croati che avanzavano. — Sior Antonio impaziente di sapere qualche cosa di preciso sulla sorte di suo figlio procurava di fargli delle domande semplici e chiare, ma era fatica sprecata.

— Ma infine, gli disse il padrone, quando l'hai tu veduto per l'ultima volta?...

— Veduto?... io non l'ho veduto!... egli rispose. Io stavo dietro il tronco d'un albero... i croati tiravano dai balconi delle case... perchè....

— Ma tu non lo vedevi dunque mai?... non gli stavi mai vicino?

— Sempre vicino... al rancio... si sa... perchè alla guerra tutto si confonde e non si capisce più nulla... e quando fischiavano le palle... io stavo fermo... perchè....

— Ma lui andava avanti, lo stesso?...

— Sicuro che andava avanti... e gridava «avanti, sempre avanti» e non ascoltava più nessuno... nemmeno il capitano che lo chiamava indietro... e avanti... avanti... palle... fumo... polvere e confusione... non ho veduto più niente!...

— Ma hai udito dire che sia stato ferito?...

— Ferito no!...