— Dunque morto?...
— Nemmeno!... non ho udito niente, e nessuno sa niente. Dicono che quelle bestie croate abbiano massacrato i prigionieri....
A tali parole lo spavento alterava tutti i volti, allora egli si pentiva d'aver detto troppo, voleva lasciar sperare, e si contraddiceva.
— Bortolo, parla schietto... siamo disposti a tutto... è meglio sapere la verità,... tu hai udito dire che Tiziano è stato massacrato....
— Ecco... ho udito che hanno massacrato i prigionieri... ma....
— Ma che cosa?...
— Ma nessuno può sapere esattamente ciò che sia succeduto... noi ci siamo ritirati... e il padroncino ha mancato all'appello... ecco tutto!...
E queste furono tutte le notizie che si poterono raccogliere sul povero Tiziano. Si è per altro saputo che fuori di casa egli parlava più francamente, e che coi padroni non si sentiva il cuore di spaventarli raccontando tutte le crudeltà dei croati che fucilavano i prigionieri e trucidavano i feriti, e li descriveva simili alle belve feroci, neri come spazzacamini, brutti come il diavolo, capaci d'ogni atto il più atroce, ed inumano, gente che faceva paura!...
In quanto poi al terribile macello del giorno prima, quando lo interrogavano egli si metteva le mani nei capelli, contorceva gli occhi, ed esclamava:
— Figuratevi la fine del mondo!... io posso dire d'aver veduto la fine del mondo!... ed anche peggio!... prima di tutto ho veduto... che non si vedeva più nulla!... poi una specie di terremoto con lampi e saette, poi una vera beccheria di carne umana!... Ahi! ahi quale spavento!... teste schiacciate coi cervelli sgusciati, e gli occhi a penzoloni, le budelle uscite dal ventre, il sangue che correva sulla strada,... e morti orrendi da per tutto!...