Giunti al Rio Verde i nemici si fermarono sviluppandosi in catena sopra e sotto la strada, e mandando avanti un pichetto di pochi uomini fino all'imboccatura del passo.
Alla loro comparsa s'udì un colpo di fucile, senza sapere da che parte venisse, ed anche questa volta venne preso pel segnale che era stato convenuto dai difensori, e subito dopo si scaricarono le armi da ambe le parti, scoppiarono le mine, e si precipitarono i sassi con orribile fracasso, quando soltanto pochi nemici erano penetrati nella gola. Dileguato il fumo della polvere gli Austriaci erano scomparsi, lasciando pochi feriti e qualche morto sotto le rovine, e spaventati dal tremendo spettacolo delle montagne che si rovesciavano davanti di loro, fuggirono in precipitosa ritirata verso la Carnia. Ma due uomini erano caduti anche fra i Corpi Franchi colpiti dalle palle nemiche, ed uno di questi era Isidoro Lorenzi, il padre di Maria.
IX.
Maria desiderosa di vedere suo padre, che doveva trovarsi a Pieve, dopo essere stato vari giorni alla difesa d'Oltrechiusa, era discesa tutta sola dalla montagna di Medole, promettendo a Maddalena di ritornare per tempo. La povera donna, affranta dal pensiero della sorte del suo Tiziano, che dilaniava costantemente il suo animo esulcerato, non si era sentita in caso di accompagnarla, e non volle opporsi alla sua partenza, ma la vide allontanarsi con rammarico, e passò tutto il giorno in un angolo del suo eremitaggio, funestata da paurosi fantasmi. Seduta sopra uno di que' sgabelli a tre piedi che servono ai pastori per mungere le mucche, coi gomiti appoggiati ai ginocchi, e la testa nelle mani, pensava a tutte le speranze svanite, a tutte le disgrazie che continuavano a funestare il suo paese, al vuoto della casa, all'avvenire senza conforti, alla vecchiaia deserta, e le ore succedevano alle ore, lente, eterne, affannose.
Quei maledetti stranieri avevano scompigliata la sua tranquilla esistenza; privata del figlio, del marito, della casa, delle care abitudini domestiche, la sua vita non era più che una continua vicenda di amarezze, di dolori, di lagrime.
Il sole si abbassava dietro il monte, e Maria non era ancora di ritorno.
Maddalena si metteva sulla porta del casolare, guardava, ascoltava, ma invano.
Fido fissava la padrona col suo occhio intelligente, e vedendola inquieta indovinava forse il motivo del suo tormento, faceva un giro intorno la bicocca, si avvicinava al sentiero, fiutava l'aria, poi tornava indietro colla testa bassa e si sdraiava per terra scoraggiato.
Giunta al colmo dell'inquietudine, vedendo che dopo il tramonto Maria non era ancora di ritorno, raccolte le poche forze che le restavano, e fattosi animo, decise di andare ad incontrarla, perchè la fanciulla tutta sola e in tempo di notte non si smarrisse, o cadesse in pericoli fra quelle rupi deserte. Camminò qualche tempo, ma invano, sedette, ascoltò attentamente, le parve di udire un passo che calpestasse le foglie secche, chiamò Maria a più riprese, ma nessuno rispose. Sola, sorpresa dal buio della notte, impaurita da due occhiacci scintillanti che la guardavano fra i rami d'un albero, ristette alquanto indecisa se dovesse avanzare o retrocedere, quando tutto d'un tratto udì un rapido movimento che le fece credere d'essere assalita da qualche disertore croato. Era invece un uccellaccio di rapina che fuggiva al suo avvicinarsi urtando le grandi ali negli alberi. Un brivido di spavento le ricercò tutte le membra, dovette sedersi a terra per qualche tempo, poi ritornando indietro si trascinò barcollando fino al tugurio, accompagnata da Fido che la seguiva da presso, e pareva impressionato esso pure da quelle apparizioni notturne. Giunta al suo rifugio, ascoltò ancora sulla porta per qualche istante, alzò gli occhi al cielo stellato, poi, chiuso l'uscio, si mise in ginocchio a pregare ferventemente pel figlio, pel marito, per Maria, per tutti coloro che soffrivano nel suo paese, in quel tempo di uccisioni, di stragi, d'incendi, di sventure; e le parve che la preghiera le togliesse un peso dal cuore, e la lasciasse più calma. Allora si gettò sul fieno stanca, sfinita, e passò tutta quella notte tremenda ed angosciosa fra l'assopimento e l'insonnia rivoltandosi sul duro giaciglio, ora angustiata da affannosi sogni, ora tormentata da paurosi pensieri, cercando invano di calmare quell'agitazione morbosa con ogni argomento che potesse giustificare l'assenza di Maria: e andava dicendo fra sè: sarà forse rimasta al roccolo per rendere qualche servizio a suo padre rientrato stanco, si sarà ritardata per attendere delle notizie, e non avrà più osato avventurarsi di notte per questi greppi; forse mio marito non avrà voluto lasciarla partire sola all'avvicinarsi della sera.... forse i tedeschi saranno entrati in Pieve!... e a tale pensiero le si rizzavano i capelli, un cupo terrore invadeva il suo spirito, e il sangue le saliva alla testa.
Finalmente il barlume che penetrava dalle fenditure l'avvertì che era l'alba, scese dal fieno, aperse l'uscio sconnesso, e uscì a respirare l'aria fresca e balsamica del mattino. Il sole sorgeva nel cielo sereno e rischiarava con rosea luce i lontani paeselli sparsi nella valle e sulle falde dei monti.