Era una splendida giornata di maggio, e Maddalena si decise di scendere a Pieve, per sapere più presto che cosa fosse avvenuto. Appena avviata al sentiero che scendeva dalla montagna, Fido indovinò il pensiero della sua padrona e cominciò a precederla nel cammino, divagando di qua e di là su e giù per le rive e talvolta mettendosi in ferma davanti un cespuglio dal quale faceva levare qualche uccello selvatico, poi entrava in un bosco mentre la donna continuava a scendere lentamente per l'arduo declivio.
Dopo di aver percorso un breve tratto di cammino udì che Fido abbaiava allegramente, come soleva fare incontrando qualche persona di casa, poi lo vide che le veniva incontro, abbaiando nuovamente, e dimenando la coda. Certo era Maria che attardata sulla sera avrà passata la notte a Pieve e saliva di buon mattino per non tenerla in pene più a lungo. Ma fu grande la sua sorpresa quando invece di Maria scoperse da lontano suo marito solo, che saliva lentamente la montagna.
Maddalena affrettò il passo, e quando si arrestarono faccia a faccia, entrambi sorpresi, scambiarono la stessa domanda:
— Dov'è Maria?....
— Maria?!.... ripetè sior Antonio sbalordito, ma non è dunque a Medole?...
— Maria è scesa a Pieve fino da ieri mattina... non l'avete veduta?...
— Signor benedetto! disse sior Antonio, alzando le braccia al cielo, dove avrà dunque saputo la sua disgrazia?...
— Un'altra disgrazia?... hanno ucciso anche Isidoro!... lo indovino al vostro viso sconvolto....
— Pur troppo!... soggiunse sior Antonio, levandosi in furia il cappello, e guardando in alto con un'espressione mista di disperazione e di pietà.
Ma avvedendosi che sua moglie barcollava, e poi stava per cadere in deliquio, le si accostò in fretta per sostenerla, e giunse appena in tempo da rallentare la sua caduta. La coricò dolcemente sull'erba, e le sostenne la testa che si piegava sulle spalle, mentre le appariva sul volto il pallore della morte.