Quelle pacifiche popolazioni patriarcali, che vivevano tranquille nei tuguri dei loro monti, senza invidie, nè avidità, nè ambizioni erano turbate nella loro quiete serena, e spinte alla disperazione ed alle armi, da quelle turbe rapaci che, senza altro diritto che quello della forza brutale, venivano da lontano a violare quel territorio, a profanare e saccheggiare quelle case, e spargere il terrore e la morte in quella scena pastorale.

Ogni volta che le campane suonavano a stormo le popolazioni si levavano in massa, e le intiere parrocchie marciavano contro il nemico coi loro preti alla testa.

Gli austriaci giunti a Sauris varcarono le alte cime del monte Razzo, e si avanzavano per un sentiero aperto in mezzo alle nevi, scendendo cautamente, senza trovare ostacoli nel loro cammino.

Intanto Maria era giunta sulla sera fino a Laggio alle falde del monte Adiès, che sorge fra il Tudaio a sinistra, e l'altissimo monte Schiavone a destra. Sfinita dalla fatica del lungo cammino, e affranta dal dolore, entrò in una cascina, e chiese ricovero per la notte. L'apparizione di quella ragazza di fiero aspetto, ma straziata da profonda afflizione, che si manifestava dai lineamenti scomposti, in quei giorni di scene atroci, e di grandi eroismi, impressionò vivamente quella famiglia di pastori, e tutti le si strinsero intorno chiedendole con cordiale interesse quali sventure l'avessero condotta in quel sito.

Seduta fra loro scoppiò in dirotte lagrime e non le fu possibile di parlare. La compassione trascina al pianto ma attutisce gli affanni, e dopo qualche istante parve più calma. Aveva sete, era esausta di forze; le presentarono del latte che bevette avidamente, poi chiese di riposarsi, e sdraiata sopra un mucchio di fieno, il bisogno di natura vinse il dolore, e si addormentò d'un sonno profondo che durò senza interruzione alcune ore.

Svegliatasi prima dell'alba, non si rammentava più dove fosse. Un lumicino che ardeva davanti una Madonna rischiarava debolmente la stanza, si alzò sopra un gomito, guardò intorno, e a poco a poco le ritornarono alla mente tutte le vicende del giorno prima, fino al suo ingresso nella cascina. Allora ripensando al passato si sentì oppressa dal rimorso di non aver annunziata la sua partenza alla povera Maddalena. Udendo rumore nella stanza vicina sorse dal suo giaciglio e trovò i suoi ospiti già occupati a mungere le mucche. La vecchia moglie del pastore la forzò a prendere nuovamente un po' di latte, con del pane di granoturco. Allora potè raccontare la sua storia dolorosa a quella famiglia raccolta che pendeva dal suo labbro, dividendo le sue angoscie. Manifestò il desiderio di vedere suo padre, e di poterlo baciare ancora una volta prima che fosse sepolto; poi domandò se fosse possibile di mandare un uomo a Pieve per portare una lettera. Un giovanetto trilustre si offerse spontaneo, ma l'affare più difficile era quello di poter scrivere una lettera, ove mancava la carta, le penne o una matita. Il vecchio pastore propose alla ragazza di condurla dal capo comune, ove non solo troverebbe il necessario per scrivere, ma sarebbe anche istrutta sul modo di mandare ad effetto il suo pio desiderio.

Partirono subito seguiti dal ragazzo e giunsero in breve tempo all'uffizio Comunale, ma non fu possibile di parlare immediatamente al Capo Comune, il quale s'era chiuso in una camera appartata, coi notabili del paese, per decifrare i dispacci giunti la notte. Intanto il vecchio cursore somministrò la carta e la penna richieste, e Maria scrisse sul tavolo d'uffizio le poche parole seguenti: — «Sono a Laggio colla speranza di poter vedere ancora una volta il mio povero padre. Avvertite a Medole la mamma Maddalena, attribuite alla mia disperazione la improvvisa partenza e perdonatemi.» — Poi piegato il foglio vi scrisse sopra l'indirizzo, — Al signor Antonio Lareze — Pieve — (pagate il messo).

Finalmente comparve il Capo Comune, col volto scombussolato, seguito da varie persone gesticolanti in modo strano, e, rivolto a diversi individui che aspettavano notizie, annunziò che gli austriaci si avvicinavano minacciosi da varie parti.

Successe un parapiglia indiavolato di gente che correva qua e là interrogando, consigliando, discutendo sul partito da prendersi.

Non fu facile a Maria di farsi ascoltare, e quando potè annunziare il motivo della sua presenza, e chiedere come e dove potesse vedere suo padre, le fu risposto che Isidoro Lorenzi era stato sepolto la sera prima, e che non sarebbe possibile nemmeno di visitare il tumulo recente, perchè nessuna strada era sicura, e forse quel terreno era già occupato dai nemici.