Ce n'erano anche di quelli che avendo udito parlare della fanciulla smarrita, sostenevano d'averla veduta coi loro occhi, in mezzo dei croati, che la trascinavano nella parte più fitta del bosco.
Dopo la mezzanotte, essendo giunta la notizia che i tedeschi erano retrocessi, tutti si ritirarono nelle loro case per prendere qualche riposo, e chiusa l'osteria, gli ospiti vennero condotti nelle rispettive loro camere.
Sior Antonio si gettò sul letto senza spogliarsi, e funestato da spaventosi fantasmi non potè chiuder occhio per quanto fu lunga la notte. Sfinito di forze, abbattuto fino alla prostrazione, gli mancava ogni vigore materiale e morale. Vedeva l'impossibilità di penetrare fra i nemici per cercare le traccie di Maria, e non aveva il coraggio di ritornare a casa, senza una qualche notizia, che pure non voleva ricercare per tema che fosse spaventosa, e terribile.
Alla mattina per tempissimo percorse il paese, orecchiando qua e là le dicerie assurde che si andavano propalando non si sa come, nè da chi, nè a quale scopo, e che ingrossavano gradatamente a misura che venivano diffuse. Interrogava tutti coloro che gli ispiravano qualche fiducia, chiedeva avvisi e consigli, e non sapeva a quale partito appigliarsi, e così divagando da varie parti, le gambe lo portarono nella valle d'Antoja, ove seduto sopra un promontorio stette lungamente a guardare da lontano quella parte del bosco che fu il teatro degli avvenimenti del giorno antecedente....
Al momento di quel terribile tafferuglio, nel quale le donne spaventate abbandonarono le loro provvisioni per correre senza impicci Maria poco curante della vita, non si era sgomentata al frastuono della fucilata, e lasciando che la gente fuggisse fra il parapiglia della paura, era rimasta sola nel bosco. Tutto il terreno era sparso de' vari oggetti smarriti, fra i quali vedevansi delle lancie, ed altre armi consimili, dei vestiti, dei cibi e delle bevande o collocati nelle sporte, o deposti al piede degli alberi.
Partiti i tedeschi da una parte, e i cadorini dall'altra, la fanciulla vide avvicinarsi l'ora del tramonto nella solitudine e nel silenzio della selva, e le pareva che i dolori che la opprimevano e i trambusti di quel giorno non fossero altro che sogni d'infermo. Sedette sull'erba ai piedi di un albero assorta in strani pensieri. Quanti e quali avvenimenti in breve tempo!... quali scene desolanti di massacri e di sangue successi ai giorni felici e sereni passati al roccolo di Sant'Alipio!... ed ora che cosa doveva aspettarsi dalla vita, dopo aver perduto quanto aveva di più caro al mondo, un padre adorato, uno sposo che le assicurava un avvenire tranquillo nella pace della famiglia?... e tante altre cose le attraversavano la mente come ombre paurose.
Intanto la notte veniva a sorprenderla nella solitudine di quel bosco; e dopo la strage che l'aveva sbigottita, dopo l'odore della polvere, le grida frenetiche d'una moltitudine divenuta crudele davanti al pericolo, dopo il fragore delle roccie cadenti, e il frastuono dei fucili che portavano la morte, tutto taceva, e quel silenzio solenne non era interrotto che dal lene mormorìo delle acque del Rendimera che saltavano sui sassi, e da un lieve stormire di fronde. La terra esalava i suoi sentori aromatici, e un usignolo modulava i più armoniosi solfeggi sul margine del suo nido.
La natura è bella, ma insensibile agli umani dolori essa sorride sulle stragi, e l'erbe e i fiori germogliano più rigogliosi sopra i tumuli dei morti.
Maria ascoltava, meditava, mandava profondi sospiri dall'anima dolorosa, e dimenticava sè stessa, quando udito un rumore che veniva dal fitto del bosco si rizzò in piedi esterrefatta. Essa non temeva la morte, ma il solo sospetto d'una sorpresa notturna le metteva raccapriccio. Afferrò la sua lancia e stette in orecchi decisa a difendersi da disperata e morire.
Non udì più nulla. Gli antichi popolarono le foreste di spiriti tutelari; la poesia ellenica animava gli alberi di Driadi ed Amadriadi, di Napee, Oreadi ed altre leggiadre divinità. Vi furono numi che vissero negli asili boscherecci, ninfe, fauni, e sileni, incoronati di verdi fronde intrecciavano allegre danze sotto le annose piante, mentre Silvano custodiva i confini.