Sulla sera mio padre venne a prendere Maria, ed io presi possesso, con mia madre, della tranquilla dimora.

Al mattino seguente mi alzai per tempo, ed uscii a respirare le brezze dei miei monti, recandomi in devoto pellegrinaggio al santuario del mio amore, al verde nido di Montericco, ove sedetti lungamente solitario, pensando al passato e all'adorata fanciulla.

Colà mi sorprese mia madre portandomi una scodella di latte appena munto, che mi parve concentrasse tutti gli aromi delle nostre Alpi, tutto il miele dei nostri fiori.

Dopo di averla assicurata che mi sentivo bene, le chiesi di Maria e mi promise che sarebbe venuta ogni giorno a passare alcune ore con noi. Tale notizia mi riempì di gioia, e mi fece conoscere come, il nido di Sant'Alipio, sarebbe sempre il mio paradiso terrestre... anche mentre ci stava intorno l'inferno.

Andai vagando lentamente nell'ameno ricinto, esaminando ogni albero, ogni arbusto, ogni erba, ogni viale, a me tanto cari per sante memorie, e alzando gli occhi mi si affacciava allo sguardo quell'incantevole panorama che fu il fondo pittoresco di tutte le scene della mia giovinezza, dei giuochi, dell'amicizia, delle congiure... e del più tenero amore!...

Povero Isidoro, quest'oasi che fu il pacifico rifugio della tua vita modesta, ti faceva rivivere e palpitare nel mio cuore, ed io ti vedevo, come un'ombra, fra quel caos d'erbe, di fiori, di alberi, e di viali. Mi sembrava d'averti parlato poco prima mentre stavi attento a fare un'innesto, o salivi la scala a mano per potare i fruttai, o per distruggere i bruchi; e mi pareva di udire la tua voce, quando seduto sullo scoglio in fondo al terreno, ti burlavi dell'aquilotto, fumando pacificamente la pipa, con Turco sdraiato ai tuoi piedi.

Maria mi comparve davanti, come una divina apparizione, mentre andavo divagando fra i miei sogni, e non mi raccapezzavo bene se fosse illusione o realtà. Rimasi lungamente a contemplarla in silenzio, in un estasi di ammirazione.

«Che cosa hai che mi guardi così?...» mi chiese in aria sospettosa.

«Mi sembri sempre più bella!...» le risposi, «ed io così accasciato non mi trovo più degno di te!...»

«È tutto il contrario» essa mi osservò «le tue sofferenze ti circondano d'un'aureola che ti rende superiore ad ogni altro uomo. Ora che al mio amore si aggiunse l'ammirazione pel tuo eroismo, tu sei per me il tipo più perfetto che abbia sognato sulla terra!...»