— Nome, cognome, patria, contitione.
— Tiziano Lareze, rispose il giovane, ufficiale dei Cacciatori delle Alpi, nativo di Pieve di Cadore....
A tali parole il sergente alzò la testa, si levò la pipa di bocca, e facendo un terribile sberleffo, gli chiese con due occhi da basilisco.
— Ti stato forse in Cadore con pricanti.... anno passato?...
— Coi briganti no! disse Tiziano, ma coi miei compatriotti cadorini ho difeso la patria, come era mio dovere!...
— Catorina grande canaglia!... esclamò il sergente — fatta guerra coi sassi!... e mi quasi morto!... ma ti morto sicuro domani!...
E dopo una breve sosta, durante la quale mandò fuori dalla bocca tre o quattro rapide sbuffate di fumo, riprese a dire:
— Nostra compania quasi tutta morta sotto montagne!.... ti paga per tutti!.... — poi rivolto al caporale gli disse alcune parole in tedesco, e questi preso per un braccio il prigioniero, lo condusse in una stanza, chiuse il balcone e la porta, e lo lasciò solo nel buio.
Pochi istanti dopo il sergente batteva alla porta per ammonirlo:
— Se ti mette testa al palcone, ti stato subito morto. Aspetta un poco, processo sommario... poi tutto finito presto!...