[XV.]
Bisognava che Silvio si rassegnasse al destino per conservare la pace, egli vedeva chiaramente l'assoluta impossibilità di combattere le idee della moglie e della suocera, e prese l'eroica determinazione di seguire per suo conto i consigli paterni. Comperò e lesse con somma attenzione il libro sapiente e brioso di Brillat-Savarin, e avendovi trovato diletto si convinse che la sua ripugnanza per le operazioni gastronomiche, non era in fondo che un pretto pregiudizio senza fondamento. Se l'occuparsi della cucina fosse una vergogna o un disonore, il soldato non si farebbe da pranzo.
E andava ripetendosi le massime del maestro che aveva studiato:
«Che cosa sarebbe l'universo senza la vita? e tutto ciò che vive si nutre.»
«Gli animali si pascono, l'uomo mangia, il solo uomo di spirito sa mangiare.» [pg!271]
«Il destino delle nazioni dipende dalla maniera che si nutriscono.»
«Il Creatore obbligando l'uomo a mangiare per vivere, lo invita coll'appetito e lo ricompensa col piacere.»
«La scoperta d'un nuovo cibo è più vantaggiosa alla felicità del genere umano della scoperta d'una stella.»
«Colui che ricevendo i suoi amici non dà nessuna cura personale al pranzo che viene preparato per loro, non è degno di avere degli amici.»
Dunque necessità, dignità, spirito, riconoscenza, politica, filantropia, ospitalità, tutto esige che i padroni di casa s'intendano di cucina.