Maria cercava di risponderle il meno male che fosse possibile, ma questa corrispondenza le riusciva un poco imbarazzante. Tuttavia, avvezza a molti sacrifizi non osava rifiutarsi al più grande di tutti. Stava al tavolo delle ore intiere per mettere insieme una pagina tutta piena di strambotti; cancellava, tornava a provare, sostituiva uno sproposito ad un altro, poi ricopiava varie volte, e finiva sospirando, tutta rossa in viso, e colle dita sporche d'inchiostro.

Quando Metilde leggeva queste lettere a suo marito cercava di dissimulare, per quanto le era [pg!305] possibile, la soddisfazione che provava della inferiorità della cugina, ma un certo sorriso sarcastico svelava i suoi pensieri e attristava Silvio.

Papà Gervasio scriveva più raramente, per sollevare Maria, si limitava a far coraggio a' suoi figli, dava le notizie precise della famiglia, e basta.

Quando c'erano buone nuove, Metilde scriveva con brio, e pareva che il suo buon umore, pieno di grazia, si spandesse per la casa, come una consolazione soave. Quando il marito o la bimba peggioravano, le sue espressioni prendevano un senso così doloroso che stringevano il cuore. Aveva delle frasi nuove, originali, tutte sue, che riuscivano balsami o frecce, secondo i casi.

Quando leggevano quelle lettere, tutti stavano attenti ad ammirarle, e papà Gervasio esclamava:

—Scrive come una fata! si vede che ha ricevuto una educazione letteraria perfetta!...

—Peccato, osservava il maestro, ma proprio peccato che non sappia cuocere due uova al burro!...

Un giorno Metilde ricevette una lettera di Maria con tali errori, sconcordanze, ed equivoci burleschi, che leggendola a suo marito, senza essersi apparecchiata, non le fu possibile di frenare uno scoppio di risa argentine che parvero colpire [pg!306] l'ammalato come tante laminette taglienti. Essa lo vide sconvolto, si pentì subito della sua imprudenza, gliene fece mille scuse colle lagrime agli occhi, ma fu peggio di tutto. Egli chiuse in sè stesso quella dolorosa impressione, ma sulla sera fu ripreso dai brividi della febbre con acute sofferenze d'intestini.

Il medico alla cura, fortemente impressionato dalla impreveduta recrudescenza della malattia, volle udire nuovamente l'opinione del dottore Pellegrini, il quale comparve per la seconda volta al letto dell'infermo.

Il medico alla cura chiese alla signora che cosa aveva mangiato suo marito.