Poi passarono alla scelta delle golette, dei polsini, dei fazzoletti di battista, a larghe righe nere....
—Mi occorrono anche dei guanti, disse Metilde, [pg!316] con un profondo sospiro, un ombrellino, e un ventaglio...
—Tutte queste cose le compreremo insieme alla prima uscita, le rispose la madre. Ho veduto da Fana dei ventagli da lutto, deliziosi!... te li farò vedere.
Dopo la partenza della sarta e della modista entrarono nella stanza di Silvio; si avvicinarono al letto; la signora Emilia gli parlò dei preparativi del lutto, e gli domandò se desiderava che mandassero il suo cappello dal cappellaio, perchè vi mettesse il velo crespo.
Silvio guardò la suocera cogli occhi stupiditi, poi tutto d'un tratto le voltò le spalle e proruppe in uno scoppio di pianto. Metilde gli si avvicinò, gli appoggiò una mano sulla fronte, e piansero insieme.
La signora Emilia si ritirava scuotendo la testa, mettendo in moto i ricciolini della fronte, e dimenando i fianchi in aria disinvolta, si affacciava alla finestra, e guardava se il macellaio aveva aperta la bottega, per mandare la Betta a far la spesa. Tutte quelle scene le vuotavano lo stomaco, e sentiva il bisogno di rintonarsi le forze.
Incominciata la convalescenza, gli amici di Silvio venivano a vederlo, e a fargli un po' di compagnia; la signora Metilde faceva la sua comparsa [pg!317] in gran lutto, e prendeva parte alla conversazione.
Quei giovinotti, quando uscivano dalla casa, si comunicavano le loro impressioni.
Chi diceva che Metilde era una donna molto elegante e gentile; chi lodava la sua intelligenza e coltura; e chi trovava che il lutto andava bene a tutte le donne, ma specialmente alle bionde. Silvio si accorgeva della rispettosa ammirazione degli amici, e ne andava superbo. Aveva già congedato l'infermiere da qualche giorno, e non si rammentava più quanto gli fossero mancati i soccorsi del cuore nei giorni delle sofferenze.
Erano privi da qualche giorno di notizie della villa, quando giunse inaspettata una lettera del maestro Zecchini, il quale non scriveva che nelle grandi occasioni. Ruppero prontamente la busta per vedere che cosa c'era di nuovo, e cominciarono a leggere una lunga filastrocca che preparava l'annunzio d'una nuova disgrazia.