Sua madre le scriveva due volte per settimana i pettegolezzi di Venezia, che le davano la nostalgia, [pg!332] i cambiamenti di moda, gli arrivi e le partenze degli amici, e le annunziava gli spettacoli che si promettevano per il prossimo inverno, i teatri e i piaceri del carnevale, e sperava che finito l'autunno Metilde sarebbe alfine ritornata a goderne la sua parte.
Ma la giovane donna subiva gli effetti dell'ambiente malinconico, tutte quelle promesse le parevano vane, cose dell'altro mondo; oramai tutto le sembrava finito, si vedeva sepolta viva chi sa per quanto tempo, forse non avrebbe mai più veduta la sua Venezia, e a questo pensiero una lagrima le sgorgava dal ciglio, e si affrettava a nasconderla per non essere obbligata a render conto a nessuno de' suoi pensieri, e della sua profonda tristezza.
Quando una famiglia attraversa un'epoca nefasta; se vi sono in casa dei bricconi, sanno cavar partito dalle disgrazie a loro vantaggio.
Andrea aveva saputo in paese che Pasquale comperava degli animali bovini, e li dava a mezzadria nelle stalle vicine. Con un modico salario questi risparmi non erano possibili. Maria si era già avveduta dei prezzi esagerati d'ogni cosa che il domestico era incaricato di comperare, ma non aveva il tempo di controllare le sue spese, e poi anche questo genere di furto non poteva bastare ai suoi dispendi. [pg!333]
Ci dovevano essere degli altri abusi, ma non era facile scoprirli.
Andrea lo sorvegliava attentamente, lo seguiva dovunque, teneva le chiavi di tutto. Pasquale che si sentiva sorvegliato, odiava l'intruso, si rifiutava di riconoscerlo per padrone, non si credeva obbligato di eseguire i suoi ordini, lo guardava con occhio sprezzante e sdegnoso, e cercava ogni occasione per denigrarlo.
E per disgrazia queste occasioni non mancavano. Trovandosi in possesso delle chiavi della cantina, Andrea si credette in obbligo di osservare se i vini si guastavano nelle botti o nelle bottiglie. Cominciò con degli assaggi prudenti, ma un poco alla volta prese l'abitudine di fare delle bevute solenni. Egli aveva ereditato dal nonno Pigna la natura propensa al vino, e si sentiva le migliori disposizioni per imitarlo e superarlo, non gli mancava che l'occasione favorevole per sviluppare il suo talento.
Questa occasione gliela aveva apparecchiata bellissima papà Gervasio, il quale, vedendo che i prodotti della vite andavano sempre più declinando pel funesto influsso di molteplici malanni, aveva pensato di mettere in serbo ogni anno una parte del suo vino migliore, per assicurarsi il latte della vecchiaia. Sulle pareti della [pg!334] cantina, dietro alle botti, correvano dei palchi pieni di bottiglie, allineate come i soldati sul campo, colle relative etichette che indicavano gli anni. Era una seduzione irresistibile, un attraente invito agli studi comparativi sulla diversità dei prodotti di varie epoche. Andrea sturava una bottiglia che indicava dalla sua trasparenza la purezza del vino. Era un nèttare delizioso!... gli anni avevano sviluppati gli aromi che salivano per le narici con esalazioni eccitanti. Quello dell'anno antecedente doveva essere ancora più profumato. Ne faceva la prova, e vedeva di aver ragione. Il più vecchio deve essere il migliore di tutti, e faceva un ultimo assaggio che era un nuovo trionfo!... Egli usciva dalla cantina colle gambe mal sicure, cogli occhi brillanti, e lo sguardo ardito. Pareva che la vista delle battaglie di Napoleone lo animasse alla lotta, e guai a chi gli compariva davanti in quei momenti fatali.
Pasquale lo sfuggiva, dicendo che il vice-padrone aveva il vino cattivo, andava a rifugiarsi nel fienile; l'altro batteva a tutte le porte, entrava in scuderia, e finiva col cadere sullo strame, ove restava delle ore, immerso nel profondo letargo dell'ubbriachezza. Il cocchiere usciva prudentemente dal suo nascondiglio, andava a chiamare il figlio del padrone, e lo conduceva a vedere [pg!335] lo spettacolo del cugino sdraiato in terra come un maiale.
Silvio ne diede subito avviso a Maria che passata la sbornia fece una ramanzina al marito, il quale si giustificò mettendo in campo il sospetto che un certo vino prendesse lo spunto, egli volle subito assicurarsene e ne aveva assaggiato trovandosi a digiuno.