—Oh Silvio!... non dire di queste cose. Nessuno è perfetto, tutti abbiamo qualche pecca, ma Metilde è bella, elegante, graziosa....

—Tu li conosci i difetti di Metilde....

—Io no....

—Sì, li conosci! è un po' egoista, pensa per sè, è di umore incostante, quando la tiri via dalla società e dal pianoforte non sa far altro; in famiglia non è che un impaccio....

—Oh Silvio, non dir cattiverie.... una signora non è avvezza a certe cose....

—Che signora!... le signore ricche si capisce che piglino chi le serva, ma Metilde non mi ha portato in dote che delle idee e delle pretese, senza avere i mezzi di soddisfarle....

La conversazione fu interrotta da Andrea, che spalancò la porta con tale violenza che fece tremare Maria.

—Di che cosa hai avuto paura? le chiese sgarbatamente il marito, guardando il cugino con aria sospetta. [pg!347]

—Non vuoi che tremi, gli rispose bruscamente Silvio, pareva che entrasse una bomba, o che venisse il terremoto.

Metilde seguiva Andrea, questi le gettò un rapido sguardo, adocchiò gli altri due, poi tornò a fissarla con due occhiacci che volevano dire: «vedete che se la intendono; li ho sorpresi in un colloquio clandestino; che cosa ne pensate voi?»