Metilde lo guardò appena, tanto aveva paura di quell'ubbriacone, e cercava di evitare tutte le occasioni di parlargli.
Silvio e Maria erano costretti dalla necessità a continue conferenze d'affari, soli o col maestro, esaminavano i registri, facevano i conti ai coloni, e l'inventario per le divisioni procedeva regolarmente. Molte partite riscontrate richiamavano alla memoria i ricordi svaniti. Allora coi gomiti sulle carte ciarlavano insieme del passato, dei loro parenti, della povera nonna, e di tante prove dolorose e momenti terribili attraversati dalla famiglia. Maria si ricordava pochissimo dei genitori, ma conosceva la loro tragica storia; parlava del nonno capitano, delle sue beghe continue col maestro, della loro amicizia, cementata dalla pazienza di Zecchini, e dagli avvenimenti.
E tutti quei parenti erano morti!... non restavano che loro soli della famiglia. Come avrebbero [pg!348] finito anche loro?... Allora Silvio pensava ai suoi errori e ai meriti di Maria. Essa aveva assistiti gli ultimi parenti, con somma bontà e intelligenza, e ricordando le cure delicate ed affettuose da lei prodigate al suo povero padre, gli occhi gli si riempivano di lagrime, e si espandeva in atti di viva riconoscenza per la cugina, assicurandola che non avrebbe dimenticato mai più tutto il bene che aveva fatto in quella casa. Egli medesimo le era debitore della salute, era giunto alla villa in cattivo stato, forse a Venezia sarebbe morto, ma si era ristabilito perfettamente a merito suo, e delle sue cure, e quel mascalzone di Andrea mostrava di non saper apprezzare abbastanza un tale tesoro....
—Andrea non è cattivo, te lo assicuro, gli diceva Maria; se non avesse quel maledetto vizio del vino, non avrei mai avuto da lamentarmi di lui.... col tempo si correggerà....
—Diventerà sempre peggiore, soggiungeva Silvio. Quel vizio esecrando gli toglie la ragione e lo rende brutale, non può che peggiorare cogli anni, e renderlo insopportabile.... Maria, dimmi francamente che cosa faresti, se quell'uomo invece di correggersi, come tu speri invano, diventasse sempre più vizioso, e ti mancasse ancora di rispetto?... Se prendesse l'abitudine di darti degli schiaffi?... [pg!349]
Maria alzò la testa con una espressione di fierezza che Silvio non le aveva mai veduta, rimase qualche istante perplessa, poi con duro cipiglio gli disse:
—Parliamo d'altro.
In quel momento Silvio vide una scintilla negli occhi della cugina, e si sentì consolato dal pensiero che il sangue dei Bonifazio non era degenerato; e quello sguardo inaspettato gli fece battere il cuore più forte.
La riconoscenza e l'ammirazione che sentiva per Maria gli fecero dimenticare quel linguaggio e quegli atti, che talvolta la rendevano volgare, e lo facevano arrossire davanti la gente. Allora non vedeva più che quella costante devozione per la famiglia, che ne riassumeva i sacrifizii, quella vita utile, quel cuore semplice e onesto, e deplorava altamente di non avere saputo apprezzarla in tempo, ed esclamava sospirando:
—Ah! cara Maria, ho falsato la mia vita, ho sbagliata la strada!...