—E tu perchè non sei venuto a cercarmi?

Non era nemmeno pazza! era dunque una commedia, una brutta e dispettosa commedia. Questi pensieri cambiarono le ansiose inquietudini del marito, in una irritazione sdegnosa, che gli fece dire sgarbatamente:

—Quando si tratta di fare dei dispetti non hai più paura di niente, nemmeno d'un raffreddore, o anche d'una malattia più grave!...

—Magari pure! rispose Metilde, così almeno tutto sarebbe finito!...

—Sciocchezze!... Ti avverto che questa sia l'ultima volta che mi fai delle scenate; io non amo gli scandali, e sono deciso di non tollerarli.

—Sarà l'ultima volta!... te lo prometto.... te ne dò la mia parola d'onore.... se questa sera mi è mancato il coraggio, sarò più forte domani mattina....

—Con queste sballonate tu credi di farmi una grande impressione, e invece mi fai dispetto... Pare a sentirti che tu sia la donna più infelice della terra!... ma che cosa ti manca?...

—Mi manca tutto! essa rispose; l'affezione e il rispetto di mio marito, la pace domestica, le [pg!368] speranze dell'avvenire, e tante altre cose che non dico....

—Alle corte: l'affezione e il rispetto non si impongono, ma bisogna meritarli. In quanto alla pace domestica, sono i tuoi sospetti, e i tuoi dispetti che la intorbidano, sei bisbetica, egoista, intollerante, difficile in ogni cosa!

—Tu mi trovi anche difficile?!... ma quali sono le mie esigenze?.... vivo forse secondo il mio stato?... o non mi hai condannata alla vita più noiosa del mondo?... in mezzo a gente rozza.... fra un ubbriacone e la tua ganza!...