Silvio scattò, come se fosse spinto da una molla potente, e facendosele davanti coi pugni al viso le disse:
—Voi mentite sfacciatamente!... insultate una santa donna, la suora di carità della famiglia, quella che ha soccorso pietosamente i miei poveri parenti infermi, che ha chiusi gli occhi alla buona nonna e all'ottimo mio padre; essa vale mille volte più di voi, non siete degna di mettervi al suo paragone, e guai a voi! se osaste ancora insultare la sua virtù.... civettuola orgogliosa.... e buona da nulla!...
Allora Metilde si alzò alla sua volta, pallida come una morta, e disse, con voce tremante:
—Non mancavano più che questi insulti!... e la [pg!369] glorificazione d'una ipocrita che non inganna che voi solo!... tutti gli altri la conoscono, tutti sanno che è la vostra ganza!
—Basta così!... questa è una menzogna, è un'infamia; tutti la benedicono, voi sola la calunniate indegnamente!... ritirate subito questo insulto....
—Giammai! è la pura verità, lo dice lo stesso suo marito.... lo ripete perfino il cocchiere!...
—Due cialtroni vigliacchi! due idioti, due ingrati balordi!... che insultano l'angelo della famiglia!
—Che sia maledetto quell'angelo, che divenne il demonio dell'inferno!
—Maledetta voi e la vostra razza infame e orgogliosa, maledetto il nostro matrimonio che ci ha resi tanto infelici!
—Ancora per poco! soggiunse Metilde, la misura è colma. Consolatevi che presto sarete libero di continuare la vostra tresca, senza l'incomodo della moglie....