—Declamazioni... fanfaronate... commedie tutte da ridere. Vi conosco troppo, voi e tutta la vostra razza frolla.... non siete capaci di pungervi un dito. Mettetevi a letto, riposatevi dalla stanchezza prodotta dalla rappresentazione drammatica di questa notte. E apparecchiativi a partire per Roma! [pg!370]
—Parto piuttosto per l'altro mondo!... il Sile non è poi tanto lontano!... ricordatevi il mio giuramento davanti il Cristo.... e siate sicuro che io non giuro mai il falso.
Silvio alzò le spalle in atto d'incredulità e di disprezzo, si sentiva soffocare dalla collera, provava il bisogno di rompere qualche cosa, temeva che l'eccesso dello sdegno lo spingesse a delle escandescenze; volle fuggire il pericolo, uscì dalla stanza, scese precipitosamente le scale, e si mise a correre sotto gli alberi del parco, con passo concitato, coi pugni serrati, coi denti stretti.
Era l'alba. L'aria fresca della mattina non tardò a portare qualche refrigerio ai suoi nervi malati, a calmare l'onda del sangue che gli bolliva nelle vene, ma il suo cervello delirava.
—Quale funesto destino! egli pensava; quante amarezze, quanti disinganni! E quale avvenire mi attende?... la vita non è che un sogno rapido e triste; a che servono le fatiche degli studi, le lotte della politica, le agitazioni del mondo? Appena cominciata l'azione.... tutto finisce! Qui, in questa casa potevo vivere tranquillo e felice i pochi giorni che mi sono concessi, come fece mio padre, ma fui sordo a' suoi buoni consigli, fui cieco e ambizioso. Ho creduto di sprezzare chi amavo teneramente, pago di false apparenze, [pg!371] ho ceduto il posto ad un idiota briccone; ho preferito all'oro greggio l'orpello lucente, e mi sono ribadita ai piedi la catena del forzato!... Oramai è inutile che mi faccia delle illusioni, la verità è questa: detesto mia moglie, e adoro mia cugina! tutti lo vedono e lo ripetono, io solo mi ostino a nasconderlo a me stesso, malgrado la passione che mi arde dentro, compressa violentemente da tanto tempo, e prossima ad uno scoppio inevitabile.... Ah! Maria!... Maria!... ti ho sempre amata, anche prima d'essermene accorto, e non ho mai avuto l'ardire di confessartelo, nemmeno quando eravamo liberi entrambi.... Essa non ha mai udito dalla mia bocca una dichiarazione d'amore.... ma sa tutto.... e mi ama!... sì, essa pure mi ha sempre amato, fino dalla prima gioventù; noi lo sentiamo senza bisogno di dircelo, lo sentiamo nel profondo dell'anima, lo vediamo nello sguardo, nell'accento, nel sorriso, lo proviamo nell'aria elettrizzata dalle nostre scintille, nel tremito dei nervi, nel tocco delle mani!... La vera passione ha il suo linguaggio arcano, ben più sublime delle ciarle volgari. Le parole umane non hanno significati sufficienti per manifestare le più alte e profonde sensazioni. Eppure con questa passione nell'anima, e coll'arcana intelligenza dei nostri cuori, io l'ho tradita!... l'ho abbandonata! e ne [pg!372] ho sposata un'altra!!... Non esisteva fra noi nessuna promessa palese secondo le fredde abitudini sociali.... ma le due anime erano già legate dalla natura.... io avevo un debito segreto verso di lei, le sono sfuggito con vera fellonia.... ma tali debiti si pagano sempre, in questa o nell'altra vita!... Iddio mi ha condannato al martirio in questo mondo, ed ora incominciano le pene!...
Maria, col suo coraggio, colla sua dignità, ha dissimulato il mio tradimento!... col buon senso pratico che domina la sua vita, ha nascosto l'offesa, ha sofferto in silenzio, ha accettato con rassegnazione il compagno che le venne proposto dai parenti, e lo tollera coi suoi vizii, e lo difende!... ma non può amarlo.... non lo ama.... perchè ama me solo!... e forse attende che io mi prostri ai suoi piedi.... per gettarsi nelle mia braccia!....
Io sono sempre stato un fatuo, uno scimunito, un idiota!... io attendevo senza pensarci, che Maria venisse a confessarmi il suo amore, che venisse a provocarmi con soavi parole davanti l'alterigia spietata del mio contegno.... imbecille!!...
Ma la nostra passione è giunta a tale intensità, che basterà una sola parola per farla prorompere.... e questa parola non l'ho ancora detta!—
Mentre fantasticava in queste stravaganze, agitato dalla passione fomentata dalla collera, dal [pg!373] lungo digiuno, dalla notte insonne, vide Andrea che usciva di casa collo schioppo in ispalla.
—Essa è sola nella sua camera, egli pensò; è giunto il momento di finirla!...—Rientrò in casa con prudenti precauzioni, per non esser veduto da nessuno, e reso sicuro dall'ora quieta della mattina, e dal silenzio che regnava dovunque, andò a picchiare addirittura alla camera da letto di Maria.