—Chi è? essa domandò.
—Sono io.... Silvio.... ho bisogno di parlarti....
—Aspetta un momento, vengo subito, rispose.
Egli aspettò ansiosamente, col cuore in burrasca, colla mente esaltata da pensieri strani. Udiva nell'interno della camera uno scompiglio affrettato, un fruscìo precipitato di cose, cassette che si chiudevano, sedie rimosse, e finestre che si spalancavano. Quando tutto fu messo in assetto. Maria corse ad aprire, e, col solito aspetto sereno, gli disse:
—Scusami se ti ho fatto aspettare, tutto era in disordine.... Ti sei alzato molto per tempo, che cosa vuoi?...
—Vengo a farti una proposta, le disse il cugino, una proposta definitiva, che metterà un termine a tutte le nostre amarezze, che riparerà tutti i miei torti, che ci aprirà un avvenire felice.... [pg!374] mettiti al disopra di tutti i pregiudizii, non secondare che l'unico impulso del cuore, e rispondimi francamente sì o no senza esitazioni....
—Ebbene parla.... io sono pronta a tutto, non c'è sacrifizio che possa parermi troppo grave, se posso vederti contento.... dimmi che cosa devo fare....
—Vieni a Roma con me....
—A Roma?... per che fare?... con chi?...
—A Roma noi due soli!... fuggiamo da questo paese.... è l'unico rimedio a tutto un passato di errori funesti, seguìti da disinganni fatali. Io non amo Metilde, tu non ami Andrea, io non amo, non ho mai amato che te sola. Il nostro reciproco affetto col suo silenzio eloquente è l'amore vero, tutto il resto non è che inganno e illusione!...