—Di grazia, avreste veduta una giovane signora bionda, vestita così e così?

—Sì signore, è passata poco fa....

—Snella, vestita in lutto?

—Snella, vestita in lutto!

—È lei!... Da che parte si è diretta?

—Camminava sulle sponde del Sile, colla testa bassa, arrestandosi sovente a guardare il fiume ed osservando d'intorno, quasi volesse assicurarsi che nessuno la seguiva.... [pg!381]

—È proprio lei!... pensò Silvio e, vi ringrazio, soggiunse, mi avete detto che andava da quella parte?

—Sì signore.... a sinistra.... seguiva il corso della corrente...

Silvio studiò il passo. Cominciò a sentire una seria inquietudine, e rammentava con sempre maggiore apprensione quelle tremende parole: «domani avrò più coraggio... il Sile non è lontano.... sarete libero....» e pensava. Eppure se fosse vero? se tornassi libero?... libero!... e costeggiava il Sile, guardando attentamente i movimenti dell'acqua.

Il cielo era tetro, si alzavano dei nuvoloni scuri dalla parte del mare, un'aria umida scuoteva i rami dei pioppi e ne staccava le ultime foglie ingiallite. Cominciava a cadere una pioggerella minuta, l'acqua del fiume pareva inchiostro, e metteva ribrezzo. Il corso tortuoso del Sile è pieno di curve e di accidenti, e fa certi mulinelli traditori che travolgono nelle loro spire tutti gli oggetti galleggianti. Silvio vide da lontano dei viluppi neri che giravano intorno d'un gorgo, sotto ai roveti delle sponde. Corse spaventato da quella parte. Erano mucchi di foglie secche, di spazzature, di stracci e di stecchi. Respirò più liberamente, e tirò avanti. La pioggia [pg!382] veniva giù sempre più forte, non aveva nè mantello nè ombrello; la strada era molle e fangosa, egli proseguiva imperterrito, tutto fradicio e inzaccherato di pantano fino al ginocchio, col presentimento che finirebbe per trovare la sua donna annegata. E pensava:—farò smentire il suo suicidio, si crederà ad un accidente; le farò fare degli splendidi funerali, e poi sarò libero.... libero!... non resterà più che un solo ostacolo alla mia felicità, quel rozzo villano....—e meditava con truci pensieri di far sparire l'ostacolo.... aveva la mente piena di sicari, e di delitti.... e finiva coll'aver paura di sè stesso, per l'orrore dei suoi pensieri. E tornando a idee più miti, diceva fra sè: io devo anzi studiarmi di non ferirlo in duello, per non rendere impossibile ogni relazione con Maria, e cercherò di lasciarmi ferire per eccitare l'interesse di lei, e risvegliare la sua passione!...