—Maria Vergine santissima! esclamò la vecchia, il signor Bonifazio con questo tempo! a quest'ora!... corro subito ad aprire—e scomparve.

Silvio sentì gli zoccoli dell'Anastasia che scendevano per la scala di legno, ma attese invano per lungo tempo che essa venisse ad aprire. [pg!385]

La povera vecchia era corsa in tinello ad avvertire il maestro di quella visita, ma egli non voleva crederle; convinto che Silvio fosse partito colla moglie, temeva un tranello, qualche malfattore che volesse ingannarlo per farsi aprire la porta, e assassinarlo, non si è mai sicuri in questi tempi!... e stava discutendo sul partito da prendere, mentre Silvio aspettava sotto la pioggia.

Dopo lungo tempo si riaprì la stessa finestra del piano superiore, e questa volta era la testa calva del maestro che si presentava ad interrogare il visitatore sospetto. Dopo un breve dialogo venne tolto ogni dubbio e il maestro si decise a discendere, e ad aprire la porta.

Ma quando vide entrare quella figura tutta sciupata le vesti, e ricoperta di fango, egli mandò un grido di terrore, credette d'essere caduto nell'inganno, e non voleva persuadersi che fosse Silvio Bonifazio.

—Ma sono io medesimo, in carne ed ossa, ripeteva Silvio, sono io che vengo a mangiarvi la cena, e a domandarvi un letto per questa notte....

—Tanto meglio! tanto meglio! diceva sospirando il maestro, che stentava a rimettersi dallo spavento.

Lo introdusse in cucina, lo fece sedere sotto [pg!386] la cappa del camino, coi piedi sul focolare; accesero delle fascine, che rischiararono tutto l'ambiente, e fecero fumare l'ospite inaspettato, che pareva prendesse fuoco.

Intanto che l'Anastasia, con una spazzola, gli levava il fango dalle scarpe, il maestro gli stropicciava i vestiti con un cencio; egli li ringraziava, e rispondeva alle domande ansiose del vecchio amico:

—Ho corso dietro tutto il giorno a quella matta di mia moglie, che ha scelto questa bella giornata per andare al passeggio sulle rive del Sile.... e che forse sarà ritornata alla villa prima di me.