—Io rientro appena dalla villa, gli rispose il maestro, e nessuno ha mai saputo niente di voi in tutto il giorno.... Andrea ubbriaco è andato a letto per tempo, io ho tenuto compagnia alla povera donna, che mi raccontò la scena di questa mattina. Essa era inquieta per voi due, non sapendo dove siate andati senza i vostri bauli. Vi ha fatti cercare tutto il giorno, ma invano. La tua imprudenza ha messo il colmo alle sue disgrazie, e tu puoi dire d'averla resa infelice due volte!—Ma infine dove è tua moglie?...
—Dio solo lo sa!... non so se sia viva o morta.... ma posso giurarvi che io sono più morto che vivo!... [pg!387] Da più di trenta ore non mangio, mi agito, cammino come uno scemo, senza sapere dove vado....
Il maestro lo fece entrare in tinello, Anastasia apparecchiò la tavola, e dopo pochi istanti servì delle uova strapazzate con dentro delle salsiccie, un'insalata di cicoria e ruchetta, del cacio pecorino vecchio, un vinetto bianco frizzante, del pane fresco, e delle frutta.
Mangiarono in silenzio, Silvio sgranocchiava a due palmenti, e non faceva complimenti col maestro che continuava a riempirgli il piatto e il bicchiere.
—Mi dispiace che non ho altro da offrirti, gli disse il maestro.
—Basta così, ne abbiamo più del bisogno, e tutto eccellente, diceva Silvio; e poco dopo soggiunse—se una tremenda apprensione non mi intorbidasse la mente, potrei dire che questo è stato il più lauto banchetto della mia vita!... non ho mai mangiato con tanto appetito.
—Intanto la Anastasia è salita ad apparecchiarti un buon letto, riprese il maestro. Prendiamo un'altra fiammata, poi andremo a dormire, per questa sera non possiamo far altro. La notte porta consiglio; domani faremo il resto.
Appena coricato, Silvio fu preso da un sonno intenso e profondo, ma dopo poche ore di riposo [pg!388] si destò improvvisamente, scosso da subitaneo terrore. Aveva sognato di vedere la moglie morta, galleggiante sul Sile.
Fra il sonno e la veglia non si ricordava più dove fosse, e le tenebre della notte accrescevano la tremenda impressione. Era bagnato di sudore, e andava palpando il letto per raccapezzarsi. Alfine si rammentò tutte le divagazioni del giorno antecedente, il suo arrivo in casa del maestro, e il suo imminente duello con Andrea. I pensieri che lo assalivano erano così incalzanti e affannosi che non gli fu possibile di dormire.
Gli pareva che il sangue gli bollisse nelle vene, gettava le coperte che lo soffocavano, si rivoltava nel letto che gli riusciva spinoso.