Il maestro Zecchini non tardò a persuadere Andrea Pigna che aveva torto, e che per rispetto verso la moglie doveva rinunziare ad una vile vendetta. Maria vedendo il marito fremente pregò il maestro che persuadesse anche Silvio di lasciare il paese.... e per sempre.

Non era possibile fare altrimenti, per la pace di tutti, e per l'onore di Maria.

Silvio rilasciò al maestro Zecchini una procura illimitata per compiere totalmente le divisioni di famiglia, liquidare tutti i conti, e presentarne i risultati all'avvocato Ruggeri, e fissare la parte alla quale aveva diritto sua moglie.

E venne stabilito il giorno seguente per la partenza di Silvio per Roma.

—Ma hai pensato seriamente a quello che fai? [pg!393] gli chiese il maestro, guarda bene di non commettere delle nuove corbellerie, ne hai già fatte anche troppe!... devi pensare sul serio a guadagnarti il pane!...

—Perdio! rispose Silvio, vuoi che a Roma io muoia di fame?...

—Il giornalismo non è per tutti.... che cosa farai se non riesci?... sarai uno spostato!...

—Farò il cuoco!—disse il giovane in aria burlesca—e sarò debitore a mia moglie di questo ripiego. Essa non ha mai voluto saperne di occuparsi del nostro pranzo; ci ho dovuto pensare io, così ho imparato l'arte, e la metto da parte, come dice il proverbio.

—Piccola differenza!... farai il giornalista.... od il cuoco?...

—Idealismo e positivismo, politica e cucina paiono cose tanto disparate, eppure si avvicendano continuamente; il pensare mette in appetito, il mangiare modifica le idee; chi mangia bene fa una politica da egoista, chi mangia male una politica rivoltosa e rivoltante. Discutere gli affari di Stato e la minuta del pranzo sono due fatti positivi dai quali dipende sovente la pubblica moralità. Mangiare e sognare, illudersi sempre! ecco in che cosa consiste la commedia della vita!... [pg!394]